“‘Bayna’ mi ha permesso di mantenere la promessa di cantare in arabo sul palco di Sanremo. Grazie a Bayna e a Mediterranea abbiamo salvato delle vite nel nostro mare”. Così l’arabo Ghali rivendica sui social la sua performance nella serata dei duetti al Festival di Sanremo. Il suo medley è iniziato proprio con ‘Banya’, un pezzo in arabo.
Non era il tuo mare neanche al tempo di Cartagine, quando ancora lì vivevano fenici e abitanti originari del Nordafrica, figuriamoci ora.

Sei solo un fotticapre.
Le radici non si possono negare e Telespalla Bob dimostra la sua sanità mentale.
Al contrario dei globalisti che vedendo l’italianità persino negli alieni in transito sul terrorio italico, dimostrano di essere veramente dei disagiati.
Dimostrazione plastica che gli allogeni che ci hanno invaso come lui (il fatto che è nato e cresciuto a Milano è irrilevante, è un allogeno) hanno uno spirito identitario. Quello che manca a noi autoctoni, salvo una sparuta minoranza, ed è per questo che ci hanno fottuto. Purtroppo, mezzo secolo di indottrinamento delle masse al buonismo e al cosmopolitismo (solo qui in Occidente), che hanno avuto origine nel Settecento con l’Illuminismo, ma divenuti ideologia di massa dopo il Sessantotto, hanno prodotto questi risultati. E di generazione in generazione la situazione è sempre più allarmante.