Stupro afroislamico Catania, Boldrini e Pd danno colpa a italiani

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Il Partito Democratico (PD) ha votato la legge che ha permesso ai 7 stupratori egiziani di rimanere in Italia. In un mondo normale certe cose sarebbero fuorilegge. Il Pd sarebbe fuorilegge. Perché odia l’Italia e la vuole distruggere.

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L’unica colpa degli italiani è non sbattere fuori dall’Italia voi e i vostri amici.




8 pensieri su “Stupro afroislamico Catania, Boldrini e Pd danno colpa a italiani”

  1. Hanno perso l’occasione di stare zitte ambedue. Lo stupro è un crimine esecrabile e da sanzionare duramente a prescindere da chi l’autore e da chi è la vittima. Ma uno stupro commesso da stranieri, nella fattispecie arabo-islamici, non è uno stupro qualsiasi. Esso costituisce infatti uno stupro a sfondo suprematista razziale. E’ assimilabile agli stupri compiuti in guerra da parte dei soldati occupanti. Ma d’altronde, questi allogeni, tutti maschi, sono a tutti gli effetti un esercito occupante.

    1. Le femministe dicono sempre la stessa cosa, che non bisogna guardare al fatto che gli stupratori siano italiani o stranieri, sono stupratori e basta, secondo loro, non sanno però che il 90% di loro sono africani, o lo sanno ma non gli interessa perché sono in malafede e fanno finta di non saperlo.

      1. Le femministe strumentalizzano e amplificano più del dovuto le violenze sulle donne commesse da maschi italiani. Sono in malafede e al contempo minimizzano invece episodi simili in cui autori sono maschi stranieri. Una strategia che ha come obiettivo quello di rendere le nostre donne sempre più malfidate verso di noi e al contempo più aperte e disponibili verso gli allogeni, soprattutto se ne(g)ri. Infatti sono sempre più frequenti gli spot pubblicitari dove lui è ne(g)ro e lei è bianca, sempre funzionale a questo scopo. E la cosa che più mi fa imbestialire è l’atteggiamento silente e remissivo dei maschi bianchi, che non si rendono conto di venire umiliati. Ma si sa, il problema è il “badriargado” e il “mashkilishmo”.

        1. Dai quanti ne conosco di quei “maschi” nostrani che dici tu? A bizzeffe. In verità in mezzo alle gambe sti maschi non hanno il cazzo e le palle ma delle fighette piene di ricotta. Ne conosco a carriolate di sti deficienti, e bada bene, li conosco ma per carità non che siano amici miei. Preferisco stare solo a vita che frequentare sti bambocci finti maschi che girano sui loro bei baracconi con la catena al collo.

          1. Quelli di cui tu parli hanno una concezione distorta della mascolinità. Non è sufficiente amare la f**a per essere maschi veri. Bisogna innanzitutto avere una condotta di un certo tipo. Essere etero ed essere virile non sono sempre sinonimi. Anzi, direi che in molti casi lo sono sempre meno. Sono tutti ormai svirilizzati, altrimenti non tollererebbero la presenza ormai divenuta ingombrante di tutti questi maschi ne(g)ri e arabo-islamici. Che vengono qui perché hanno il chiodo fisso della donna bianca da ingroppare. Infatti, fossero davvero virili i maschi nostrani, non gli permetterebbero a costoro di avvicinarsi alle nostre femmine. E neanche di guardarle con la coda degli occhi. Invece, siccome hanno questo atteggiamento aperto, tollerante e accondiscendente, quelli ne approfittano perché hanno “carta bianca”. Sono un pugno di cazzoni e gli afroislamici che vengono qua lo sanno.

            Tra l’altro hanno assunto uno stile “negroide” negli atteggiamenti. Si mettono a dire “hey bro!”, oppure salutano dandosi il pugnetto. Cose che vedevo fare già più di 20 anni fa ai tempi delle superiori. Ma che cazzo è sta roba? Cos’è questa sottomissione alla subcultura negroide? Poi tutti che ascoltano quella pseudomusica chiamata hip-hop, che è vomitevole. E la cosa più grave e allarmante è che i più giovani sono imbevuti di questa subcultura e appassionati di quella pseudomusica.

  2. Patetico tentativo di paragonare numero ed efferatezza dei crimini commessi dagli italiani con quelli delle scimmie di importazione.
    Per i promotori di queste elucubrazioni senza fondamento esiste solo il liquame dei discorsi senza senso e senza riscontro con la realtà.

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