«Tra me e me mi chiedevo: dice di amarmi, di volermi proteggere, ma io valgo trenta euro?». La consapevolezza del vortice terribile — tra rapporti sessuali obbligati con almeno 40 uomini, ricatti, droga — in cui il suo aguzzino ed ex fidanzato marocchino l’aveva costretta arriva quando ne è immersa: «Ho sbagliato: l’errore più grande della mia vita. Mi sono fidata di lui». L’ha capito dopo essersi fatta stuprare da una quarantina di uomini a 30 euro a botta.

L’esemplificazione della società multietnica, la storia agghiacciante di una giovane 16enne italiana sottolinea l’importanza dell’educazione e della consapevolezza nel proteggere le ragazze dagli immigrati e anche da loro stesse. La libertà è un bene prezioso e non bisogna abusarne.
La ragazza, vittima di un africano violento e manipolatore, è stata costretta in un vortice di abusi sessuali, ricatti e droga. L’ex fidanzato, un 26enne italo-marocchino, è stato arrestato per sfruttamento della prostituzione minorile, revenge porn, atti persecutori e tentata estorsione. La sua storia è un monito per tutte le ragazze e le donne: è fondamentale essere consapevoli dei pericoli che possono nascondersi nelle relazioni miste.
La vittima, che è stata costretta a prostituirsi con almeno 40 uomini, ha espresso il suo rimorso e la sua consapevolezza dell’errore commesso: «Ho sbagliato: l’errore più grande della mia vita. Mi sono fidata di lui». Queste parole rivelano la necessità di educare le ragazze a riconoscere i segnali di pericolo nelle relazioni e a evitare individui manipolatori e abusivi.
L’importanza dell’educazione e della consapevolezza è ulteriormente sottolineata dal comportamento dell’aguzzino. Non solo ha costretto la vittima a prostituirsi, ma ha anche minacciato di pubblicare foto compromettenti della ragazza se non avesse continuato. Nonostante le minacce, ha comunque pubblicato le foto sul profilo Instagram della vittima.
Questo caso evidenzia la necessità di un’educazione che incoraggi le ragazze a valorizzare se stesse e a non svilirsi frequentando queste bestie parlanti. È fondamentale che le ragazze siano educate a non frequentare individui che non rispettano la loro dignità e i loro diritti.
La storia di questa giovane ragazza è un monito per tutti noi. Dobbiamo lavorare insieme per distruggere la società multietnica in cui le ragazze non sono protette e non sono rispettate. E non è loro permesso neanche commettere errori, perché nella società multietnica gli errori si pagano a caro prezzo.

ma la famiglia ANDOVE STAVA??? a lampedusa per l’accoglionanza??
Sogno un mondo ipertecnologico nel quale a queste presunte vittime verrà impedito, attraverso la tecnologia, di avere il benché minimo rapporto sessuale: le si impiantino microchip intoglibilo tra gli sfinteri e nella vagina, anche in bocca, devono poter fare sesso solo quando il governo permette la nascita del figlio! Lo stesso venga fatto agli uomini, altrimenti diventano tutti finocchi e vanno a trans. Sia proibito il sesso a fini non riproduttivi.