In moschee in Italia insegnano a sgozzare italiani

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In Italia l’invasione delle moschee è un’emergenza. A livello nazionale ci sono almeno 1.219 moschee abusive, ma sono solo quelle censite. E pur essendo censite e abusive non vengono chiuse.

Mappa del censimento precedente

In Italia, quelle regolari sono cinque. Anche troppe. Parliamo di quella di Roma, Segrate in Lombardia e Colle Val d’Elsa in Toscana, poi ci sono Ravenna e Forlì. I musulmani in Italia sono già 2 milioni. Le previsioni sono però drammatiche. A questi ritmi, rischiamo di essere un Paese a maggioranza islamica entro il 2050 se non prima.

La Lombardia è la regione in cui risiedono più stranieri di fede musulmana: sono 360mila secondo gli ultimi dati dell’Ismu, pari a oltre un quarto del totale dei fedeli islamici presenti in Italia.

E la provincia di Milano è quella più compromessa, con oltre 115mila stranieri di religione islamica. Nel Milanese si contano almeno venti luoghi di preghiera. Sala è pronto a realizzare altre moschee a spese dei contribuenti.

L’Emilia Romagna è seconda, dopo la Lombardia, a detenere il record per il numero di centri aperti e per il numero di musulmani in Italia: sono 183.000, il 13% del totale degli stranieri presenti nella penisola.

Sono almeno 176 i centri di culto islamici: moschee abusive. Fra le province in cui sono presenti centri islamici spicca Bologna che è in testa con 48 centri (14 in città e 34 in provincia), segue Modena con 27, Reggio Emilia con 22, Ferrara con 20, Ravenna con 17, Rimini e Forlì-Cesena con 12, Parma e Piacenza con 9.

A Roma la situazione è drammatica:

E diversi sono stati i casi di moschee scesi al disonore delle cronache.

Ad esempio il centro islamico “al-Dawa” di Foggia dove a marzo è stato arrestato Abdel Rahman Mohy Mostafa Omar, 59enne cittadino “italiano” di origini egiziane, sposato con una ***** locale. L’uomo istruiva i figli dei musulmani a sgozzare quelli degli italiani. Veri.

Un anno prima, il 5 luglio 2017, veniva arrestato nel medesimo centro islamico il trentottenne ceceno Eli Bombataliev, con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a commettere delitti. Bombataliev svolgeva il ruolo di imam “sostitutivo”, dimorava nel luogo di culto ed è lì che entrava in contatto con diversi personaggi radicalizzati, come i fratelli tunisini Kamel e Boubakeur Sadraoui (il primo in stato di detenzione e il secondo espulso dal territorio nazionale), anch’essi residenti nel foggiano. Quasi in parallelo, il ceceno si dedicava alla radicalizzazione dei fratelli albanesi Lusien e Orkid Mustaqi, entrambi segnalati come frequentatori del centro “al-Dawa” e successivamente espulsi.

Bombataliev era tra l’altro noto all’anti-terrorismo russo come membro di quel che era una volta l’Emirato del Caucaso e soggetto legato al commando che nella notte tra il 3 e il 4 dicembre 2014 diede l’assalto alla “Casa della Stampa” di Grozny, causando la morte di 19 persone.

Ci sono poi le moschee lombarde di Costa Masnaga, Renate, Cinisello Balsamo, Como e lo Dzemat di Bergamo, dove aveva predicato l’imam radicale kosovaro Idriz Idrizovic, espulso nell’ottobre del 2017.

Altri centri islamici coinvolti sono quelli di Motta Baluffi, Pordenone, Cremona e il “Rastelica” di Siena, dove ha predicato l’imam bosniaco Bilal Bosnic, attualmente in carcere in Bosnia per aver fatto propaganda e per aver reclutato jihadisti per l’Isis, alcuni dei quali in territorio italiano durante alcune delle sue numerose visite.

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C’è poi la rete delle moschee turche che dipende direttamente dal progetto di invasione islamica di Erdogan.

Vi è poi tutto quel filone dell’islamismo politico collegato a organizzazioni radicali come i Fratelli Musulmani e quelle salafite e wahhabite: ci sono i turchi di Mili Gorus, ideologicamente legati ai Fratelli Musulmani e considerati dalle autorità tedesche una fucina di radicali. La sua sede in via Maderna a Milano è abusiva ma con il nuovo “piano per le attrezzature religiose” potrebbe essere messa in regola assieme al centro islamico “al-Fajr” di via Quaranta e ad altre due strutture utilizzate come luoghi di culto.

Ci sono i salafiti del Bangladesh, tra cui alcuni loro esponenti nel milanese che si sono “distinti” sui social per aver preso le difese di Molla Abdel Qader, islamista bengalese della Jamaat e-Islami giustiziato dal governo di Dacca nel dicembre 2013 per alto tradimento e crimini contro l’umanità.

C’è poi l’Alleanza Islamica d’Italia, legata ai Fratelli Musulmani e inserita nella lista nera degli Emirati Arabi. In passato nella sede di viale Monza è stata documentata la presenza di Salah Sultan, “Fratello” egiziano finito in carcere in Egitto, legato all’ex esecutivo islamista di Mohamed Morsy e noto per aver incitato alla violenza nei confronti degli ebrei.

Tra i predicatori pubblicizzati dall’Alleanza e dal Caim c’è poi Shaikh Riyad Al Bustanji, che aveva inneggiato al “martirio” religioso dei bambini. La sua presenza nel milanese aveva portato alla rottura tra Caim e Comunità Ebraica.

Secondo una elaborazione della Fondazione Leone Moressa, notoriamente xenofila, con lo ius soli si regalerebbe la cittadinanza italiana ad oltre 800.000 cosiddetti ‘ragazzi’ dell’età, ad esempio, degli stragisti islamici di Barcellona, circa l’80% dei minori stranieri residenti in Italia. A questi – spiegano – si aggiungerebbero oltre 58.000 potenziali beneficiari ogni anno. Una catastrofe.

In totale, circa la metà dei ‘nuovi italiani’ sarebbe musulmano.

Ma questo sarebbe solo l’inizio. Considerando i nuovi nati e i già ‘italiani’, di questo passo si avrebbero almeno 7 milioni di ‘italiani’ islamici entro 10 anni. Ben oltre il 10% della popolazione. Con un altro 10% comunque non italiano. Cosa a cui, comunque, arriveremo lo stesso nel giro di due decenni con l’attuale legge: uno ‘ius soli rallentato’.

Nel giro di pochi decenni, l’Italia sarebbe, quindi, anche con l’attuale legge, un paese a maggioranza islamica. E questo, senza contare l’effetto ‘attrazione’ che avrebbe una legge simile. A quel punto avrebbero il potere di formare un governo islamico senza bisogno di altri partiti.

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E se è vero che secondo un recente sondaggio gli islamici voterebbero in netta maggioranza Pd e altre frattaglie della ex sinistra, questo è solo in attesa di un loro partito. Il passo successivo sarà diventare decisivi per la formazione di governi, e appoggiare, magari da esterni, quelli del Pd, imponendo sempre più immigrazione islamica, moschee e Sharia. A quel punto, ai patrioti, come insegnano tutte le rivoluzioni, non resterebbe che la rivolta armata per la liberazione.

Il dovere di ogni patriota è fare di tutto perché questo governo riveda la legge sulla cittadinanza in senso restrittivo e abroghi i ricongiungimenti familiari che più di ogni altra cosa mettono a rischio l’esistenza stessa del nostro popolo. Del nostro futuro come popolo.

Oggi abbiamo uno ius soli ‘ritardato’: ai 18 anni, tutti i nati in Italia diventano italiani. Chi vive qui da 10 anni, anche. E’ folle. Si deve tornare allo ius sanguinis: prima che sia troppo tardi.

La presenza islamica in Europa è cresciuta a dismisura, gli immigrati che arrivano sono per il 53% musulmani e per il 47% non musulmani. I richiedenti asilo sono invece per il 78% musulmani e per il 22% non musulmani. Il dato italiano è significativo: nel 2010 la popolazione islamica nel nostro Paese era superiore ai due milioni, nel 2016 è salita a quasi tre milioni e negli ultimi tre anni gli ingressi stanno ancora di più ingrossare la cifra. Un +38% che la dice lunga su quanto sta accadendo. Ci stanno islamizzando!

Se non blocchiamo i ricongiungimenti familiari sarà il disastro anche in Italia. Ve lo immaginate un partito islamico ‘italiano’ che prende il 5% e può scegliere quale governo appoggiare in cambio di ius soli, moschee e “un po’ di Sharia”? Ci siamo molto vicini, non serve che abbiano percentuali più alte. Che avranno una volta al governo e avranno lo ius soli.

Vanno fermati, ora.




2 pensieri su “In moschee in Italia insegnano a sgozzare italiani”

  1. Una dedica speciale ai fottuti troll che stanno qua’ tutto il giorno con i loro nasi gocciolanti a ravanare con perfidia:
    BUON NATALE STRONZI!!
    E a voi che detestate le festività auguro delle belle flebo di merda!
    Un bel dito medio su per il culo alle vostre famiglie di depressi. Ciao cazzoni e viva il Natale!!!
    Se mi cercate sono quello in giro con maglione verde e rosso e berretta di Santa Klaus. Alla facciaccia vostra kebabbari mangia McMerda.

  2. Il bello e’ che questi islamici se ne vengono tutti al nord
    perché al sud la popolazione reagisce.

    Non sono come i leghisti gne gne gne,
    omertosi che ringhiano sotto i denti
    e non fanno nulla
    se non eleggere personaggi come Zaia, Fedriga, Salvini e Meloni
    che moltiplicano per 4, i vaccini e gli sbarchi del PD.

    Li manderanno anche al sud, quando il nord sara saturo
    e gli islamici saranno ormai in maggioranza
    quindi anche al sud non potranno difendersi perché minoranza.

    MERDE

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