Mancini ct Arabia Saudita, la firma del contratto: prenderà più di 30 denari

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Roberto Mancini inizia oggi l’avventura come commissario tecnico dell’Arabia Saudita. L’arrivo del ct nel paese viene documentato dai video pubblicati sui social. Per l’ex commissario tecnico della Nazionale italiana, accoglienza con un mazzo di fiori. Quindi, la presentazione chiusa con le foto di rito. “Grazie per avermi scelto come ct della Nazionale”, ha detto Mancini nella conferenza stampa accanto al presidente della federcalcio saudita Yasser Al Misehal. Mancini, accompagnato dallo staff che comprende tra gli altri Fausto Salsano e Attilio Lombardo, ha firmato un contratto valido fino al 2027 e dovrebbe percepire un ingaggio, secondo indiscrezioni, di circa 20 milioni di euro a stagione.

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“Abbiamo cominciato a parlare con la federazione saudita a metà agosto. Alcuni dei miei assistenti non sapevano di questa situazione e in questo momento devono risolvere la loro posizione con l’Italia. Per il momento con alcuni siamo qui, poi gli altri ci raggiungeranno. Abbiamo tempo sufficiente per fare tutto. Siamo sicuri che se lavoriamo bene e duramente possiamo ottenere risultati”, ha detto.

Mancini esordirà in un’amichevole a Newcastle contro Costa Rica il prossimo 8 settembre. Dopo un altro test il 12 settembre contro la Corea del Sud, a novembre inizierà a fare sul serio con le qualificazioni al Mondiale 2026. “Sono molto orgoglioso di essere qui e di iniziare il mio lavoro. I prossimi giorni saranno molto importanti, ma negli ultimi 10 giorni ho iniziato a vedere diversi video dei giocatori”, ha spiegato.

Diventa difficile credere che non sia legato all’abbandono della sua e nostra nazionale. E che sia tutto avvenuto dopo.




2 pensieri su “Mancini ct Arabia Saudita, la firma del contratto: prenderà più di 30 denari”

  1. Ormai il calcio è fatto di mercenari, che siano giocatori od allenatori.
    In un mondo dove comanda il denaro non ci si può aspettare altro.

  2. Non sono troppo contrariato.
    Con tutte le migliaia di miliardi che quei ladri e truffatori di arabi si sono rubati da decenni con i petroldollari, è giusto e fisiologico che qualcosa ritorni nelle tasche degli occidentali, anche se in tasche molto selezionate, e non in quelle di tutte le popolazioni. Spero almeno che Mancini e gli altri che si sono venduti all’Arabia, almeno spenderanno o depositeranno parte di quei proventi nelle loro patrie europee.

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