Migranti: “Non siamo in Italia per lavorare”, Meloni ne chiama altri 452mila – VIDEO

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La televisione Primocanale intervistò tempo fa profughi e immigrati più o meno regolari in quel di Genova. Tra una gara e l’altra a chi ha lo smartphone più nuovo, spicca la disarmante dichiarazione di uno di loro.

Alla domanda se lavorasse, rispondeva: “Io non voglio lavorare, sono un viaggiatore”:

Anche parlando solo dei regolari, importiamo povertà anche quando importiamo lavoratori a basso costo. Gli stipendi che prendono non bastano a mantenerli. Servono soldi delle vostre tasse per pagare i loro sussidi. E’ folle importare questo tipo di lavoratori: significa che quei lavori non sono produttivi, arricchiscono solo gli ‘imprenditori’ che li assumono al posto di italiani, mentre per la collettività sono un costo.

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Si conferma che l’Italia è invasa da un esercito di scrocconi regolari che, anche quando lavorano, accettano stipendi da fame, così espellendo gli italiani da interi settori lavorativi.

Ecco perché l’immigrato in Italia è una presenza negativa, sempre. Non conta quanto produci, ma la differenza tra quanto produci e quanto magni. E loro magnano più di quello che producono.

Immigrati scrocconi: la metà non lavora e prende il reddito di cittadinanza




4 pensieri su “Migranti: “Non siamo in Italia per lavorare”, Meloni ne chiama altri 452mila – VIDEO”

  1. ”sono viaggiatore, per sempre”

    Errabondi solitari, errabondi egoisti, errabondi beluini. Errabondi apolidi.

    Errabondi apolidi fatti sbarcare da errabondi apolidisti.
    Tutti apolidi, tutti beluini, tutti italicidi.

I commenti sono chiusi.