Cinquanta teppisti di sinistra pestano 5 studenti identitari: media censurano notizia

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Cinquanta contro cinque. I cinque erano di Gioventù nazionale. E stavano ripulendo le scritte minacciose dei collettivi contro i “fascisti”. Slogan amichevoli e tolleranti, tipo “fascio impara, la P38 spara“. Arrivano i cinquanta compagni. La polizia interviene in tempi brevi ma non abbastanza per impedire che due ragazzi si facciano male. Sono di Gioventù nazionale, l’organizzazione studentesca di FdI. Vanno al pronto soccorso del Sant’Andrea. La polizia intanto identifica una decina di persone.

Francesco Todde, responsabile romano di Gioventù nazionale, spiega: “Come fanno a dire che l’aggressione è presunta? Abbiamo due referti, uno ha un trauma cranico. L’altro ecchimosi in testa e sul volto. Sono entrambi minorenni”.

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La questura non ne sa niente? Strano. Visto che lo stesso Todde, accompagnato dal deputato di FdI Massimo Milani, alle 18,30 di mercoledì incontrava in questura il capo di gabinetto per parlare del clima di tensione che si sta vivendo a Roma, nelle università e nelle scuole. “Anche in questura c’è preoccupazione”, assicura Todde.

In mattinata, prima dell’aggressione, davanti al liceo Plinio, che non è lontano dalla sede di Sommacampagna, gli studenti di sinistra avevano fatto un sit in per solidarietà con la ragazza cui il professore aveva fatto una battuta “sessista”. Ma anche i ragazzi di Gioventù nazionale erano andati a fare davanti al liceo il loro volantinaggio. Una “provocazione” inaccettabile, per quelli di sinistra. La miccia da cui nasce tutto. Il collettivo del Plinio posta un video della mattinata in cui si vede un ragazzo che dà uno spintone a un altro. E’ uno di quelli di destra. “Il filmato è tagliato ad arte – racconta Todde – il ragazzo si è difeso, lo avevano preso a calci”. Il clima, come si evince, è davvero brutto. Ma su chi siano gli aggrediti e chi gli aggressori parlano i referti dell’ospedale e le scritte vergate sui muri.




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