“Non venite più qua, noi ce l’abbiamo a morte con gli italiani”

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Baby gang, rapine con le mazze: «Odiamo gli italiani»

Si avventavano solo contro italiani. Le vittime venivano trascinate giù dall’auto sulla quale si trovavano, poi partivano le botte. Pugni, schiaffi e percosse, anche contro le donne.

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Una di esse, durante un’aggressione, era riuscita a sottrarsi dalla furia della baby gang rivelando di essere albanese. Un dettaglio a quanto pare decisivo: a quel punto, gli assalitori si erano placati. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, infatti, i giovanissimi rapinatori di origini egiziane agivano “in ragione di un risentimento verso gli italiani”.

I quattro arrestati, secondo i racconti delle donne e dei clienti, assalivano le loro vittime a notte fonda, spuntando d’improvviso nelle zone isolate dove le vetture prese di mira si posizionavano. Brandivano mazze da baseball e – riferiscono i testimoni – urlavano frasi contro gli italiani. Come raccontato da una delle vittime, gli aggressori avrebbero sfogato la loro violenza urlando: “Non venite più qua, noi ce l’abbiamo a morte con gli italiani”. Proprio per quello, in un caso, una prostituta sarebbe riuscita ad arginare la violenza degli egiziani esclamando: “Fermatevi, io sono albanese”.

Pare che quel risentimento verso gli italiani fosse già emerso anche a Trezzano, dove i giovanissimi erano ospiti della comunità “Villa Amantea”. L’istituto di accoglienza, l’estate scorsa, era stato colpito anche con delle molotov rudimentali: si sospetta che quel gesto fosse una sorta di ritorsione per alcuni atteggiamenti sopra le righe degli ospiti. Il giudice per le indagini preliminari, nel motivare il provvedimento di reclusione, ha sottolineato la “spiccata propensione” dei giovani egiziani “all’utilizzo dell’aggressività verbale e fisica come modalità abituale del proprio agire, nel contesto di atti di prevaricazione gratuiti finalizzati alla commissione di sistematiche rapine”.

Tale aggressività sarebbe stata peraltro scatenata da futili motivi e da un “incomprensibile astio verso gli italiani”. Ora i quattro si trovano nel carcere minorile a Bologna.

‘Incomprensibile’. Dobbiamo tenerli lontani da noi. Fuori dall’Italia.




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