Violentata da africano a 17 anni mentre va a scuola: “Mia figlia non dorme più”

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Violentata a 17 anni mentre va a scuola a Firenze

E’ stato il solito africano.

La vittima, 17 anni, stava uscendo di casa per andare a scuola. L’aggressore, un nordafricano, l’ha sorpresa di spalle per poi spingerla a terra. Si è salvata solo grazie all’intervento di un coetaneo.

Sara, svegliati sono le 7 e tu devi andare a scuola. Sara saluta la mamma, esce. Apre il portone, inforca le cuffie stereo per la lunga traversata, tramvia e bus, fino all’altro capo della città. Appena fuori dal portone, alla sua destra, vede un giovane. Le fa una brutta impressione, sembra ubriaco. Si avvia nella direzione opposta e quindi voltandogli e l’istinto le suggerisce d’attivare il cellulare in modalità chiamata. Non si sa mai. Va verso sinistra, deve prendere il bus che la porterà a scuola. Ancora pochi secondi e la ragazza si sente aggredire da dietro. Fa in tempo a rendersi conto chi è l’aggressore, quel giovane (“sui 20-25 anni, un marocchino” dirà poi ai Carabinieri) che le sbatte la testa su un cassonetto della spazzatura e la spinge a terra. In un attimo le è sopra, proprio lì, al ’riparo’ dei contenitori dell’immondizia.

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’Brutta p….t.’ le dice mentre tenta di sfilarle i pantaloni. Sara (nome di fantasia, è naturale) che aveva già avuto una prima scossa di adrenalina appena notato lo sconosciuto, urla, strepita.Resiste, lotta. Il predatore sessuale la palpeggia. Sarebbe costretta a subire il peggio se non fosse per la straordinaria presenza di spirito e abnegazione di un vicino di casa, coetaneo.

“Io e mio marito non abbiamo sentito niente. Le finestre erano chiuse, abbiamo i vetricamera e la TV era accesa” racconta la madre della ragazza. S’affacciano altri vicini, ma dalla loro visuale non riescono a capire da dove arrivino le grida strazianti. Non vedono. Il ragazzo sì, sente e si affaccia alla terrazza, si getta lungo le scale del palazzo dove abita e cellulare alla mano fa il 112. Va incontro al predatore che molla la presa. Sara è salva. Sotto choc, ma salva. La visitano a Careggi, non ha lesioni.

“Questo è il racconto di mia figlia che io vi trasmetto – riprende la mamma della ragazza –. I Carabinieri del Radiomobile sono arrivati dopo venti minuti (“alle 7,15 dice una nota dell’Arma”) la mamma del ragazzo che è andato ad aiutare e a soccorrere mia figlia si è un po’ arrabbiata. Io aggiungo che, dopo, i Carabinieri (“’Siamo intervenuti appena ci hanno avvisati’ mi hanno detto”) sono stati encomiabili. Si sono prodigati, sono andati molto oltre il loro dovere”.

Dell’episodio accaduto martedì mattina e fin qui così ricostruito hanno dato notizia tra gli altri Marco Chelli, consigliere FdI del Q5, avvisato da un’altra mamma. E quindi la sorella di Sara, ieri mattina, con una lettera aperta ai giornali, dopo quattro giorni. Poi il tam tam social.

Signora come sta ora sua figlia? “Apparentemente bene. Nel pomeriggio di martedì è uscita comunque, è andata in palestra. Il giorno dopo è andata regolarmente a scuola. E dall’estetista. Ma l’ho già fatta parlare con la dottoressa che la segue per verificare se pure lei ha problemi di celiachia come alcuni della nostra famiglia. Le ha già accennato ad alcune cose da fare. Sicuramente però avrà bisogno di una specialista, per i meccanismi psicologici propri di questi episodi. Vedo ad esempio che ha difficolta’ a dormire, si sveglia ogni quarto d’ora. Vive come in una bolla, come se questa brutta cosa fosse accaduta all’altra persona..”

Violentata a Firenze mentre va a scuola