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Francia minaccia: “Vigileremo sull’Italia”

Vox
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Visto che ora in Italia non si rispettano i ‘diritti umani’, aprite la frontiera di Ventimiglia, franzosi.

Una dichiarazione del genere dovrebbe prevedere l’immediata convocazione dell’ambasciatore franzoso.




6 pensieri su “Francia minaccia: “Vigileremo sull’Italia””

  1. L’Italia sarà dunque la più felice di tutte le nazioni, e il mantenerla in questo stato sarà dell’interesse di tutta l’Europa. Essa non avrà a temere che la nemica dell’universo, la Francia.
    È tempo, italiani, di risvegliare il vostro entusiasmo.
    […] Quella nazione sleale, che ha perduto omai ogni diritto alla stima d’Europa, potrebbe mai tornare ad esercitare il suo tirannico imperio sopra il più bel paese della terra? No, francesi. Noi meritiamo altri destini. Una nazione sì nobile non avrà più l’onta di esservi suddita […] l’Italia per colpa della Francia ha già perduta una parte del suo splendore. Ambizioso e vile, quel popolo sciagurato ci ha rapiti i più cari oggetti della nostra compiacenza e del nostro innocente orgoglio: i preziosi monumenti delle arti. L’Italia gettò un grido di lamento quando vide le sue contrade spogliarsi di ciò che ne formava la gloria, saccheggiarsi i suoi palagi, i suoi tempii privarsi dei loro più vaghi ornamenti, che formavano l’ammirazione dell’Europa e che intieri secoli non valgono a rimpiazzare. Ella vide lunghe file di carri carichi delle sue spoglie recarsi a valicare le Alpi e ad abbellire terre straniere, mentre il Francese avido e sitibondo, chiedeva nuove prede e nuova esca alla sua insaziabile ingordigia; […] lo straniero, non potendo rapirti gl’ingegni, ne usurpa i frutti e ti priva del modo di mostrare all’Europa con autentiche testimonianze la tua superiorità. Italiani! Si vuol privarvi di quella gloria che avete acquistata da tanto tempo e che tanti secoli vi confermarono. Non permettete che lo straniero profitti del vostro silenzio. […]
    Omai ogni francese è degno di odio, perché niun francese riconosce i delitti della sua nazione. Accecati dall’amore verso la loro patria, essi non sanno confessare che ella ha avuto dei torti. Chiamano grandezza d’animo ciò che è orgoglio sfrenato, sensibilità ciò che è fanatismo. […] Noi fummo un tempo più di loro potenti, ma non esitiamo a confessare che noi fummo dei tiranni. […]
    Francesi! È giunto il tempo del vostro abbassamento. Il vostro potere declina all’occaso, come declinava il nostro ai tempi di Teodorico e di Totila. […] Tiranni! esecrazione dei popoli, orrore dei posteri, abominio dei secoli! Tremate. […]
    La Francia e l’Italia, disse non ha guari un francese, dovrebbono rinunciare per sempre l’una all’altra. Ancora un momento, francesi, e i vostri desideri saranno adempiti. Noi verremo fra voi colla spada alla mano, noi combatteremo finché non avremo assicurato un riposo stabile alle nostre famiglie, una pace solida alla nostra patria, e poi vi abbandoneremo per sempre. Solo coll’abbandonarvi ricupereremo quella felicità che ci avete tolta e che il nostro valore e quello dell’Europa ci avranno ridonata.”

    Giacomo Leopardi, Agl’Italiani, Orazione in occasione della liberazione del Piceno, 1815.

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