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Manteniamo da anni il profugo poligamo con 2 mogli e 8 figli

Vox
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Mentre in questi anni tagliavamo 35 miliardi di euro alla sanità, trovandoci con 6mila medici in meno e soli 5mila posti in terapia intensiva, esponendoci così alla prima emergenza che ci avrebbe colpito, abbiamo speso oltre 35 miliardi di euro in accoglienza. Soldi sottratti anche alla cura del territorio.

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Mohamed, Walid, Ragmad, Sulinam, Louai, Kousai, Laila, Qamar-Alsamr. Sono i nomi dei figli (cinque maschi e tre femmine) di Khaled Alkhaed e delle sue 2 mogli, ospitati da anni in Italia. Da gennaio dello scorso anno ad Agnone con il progetto Sprar: profughi a spese degli italiani.

Un’altra moglie e due figli sono in Siria, mentre un’altra figlia vive in Finlandia.

Khaled racconta di essere fuggito dai bombardamenti su Damasco, città dove è nato e risiedeva, che nel 2017 lo hanno spinto a venire in Italia. A noi risulta che a Damasco non ci fossero tutti questi bombardamenti. Khaled è il solito imboscato che ha portato il clan a farsi mantenere in Europa. Lasciando la terza moglie con gli altri 2 figli in Siria. Sotto le bombe che non ci sono più.

Bari, Milano, Rocca di Papa e infine l’alto Molise dove è approdato agli inizi di un gelido e nevoso gennaio con gli otto figli di età compresa tra i 14 e i 3 anni e le due mogli, Alia e Samiha, rispettivamente di 33 e 31 anni. L’impatto con la neve e la piccola realtà molisana è stato tutt’altro che semplice, lui abituato a vivere in una metropoli. “Nemmeno messo piede in Agnone e voleva andar via – confessa Saverio La Gamba, responsabile del progetto Sprar di Agnone -. Ricordo ancora quel giorno con oltre un metro di neve e i volti impauriti di quei bambini. Per convincerlo a restare è stato necessario l’intervento delle due compagne e una lunga intermediazione, ma oggi sembra contento di quella scelta fatta”. E ci crediamo: lui
gli altri 10 mangiano e bevono da 2 anni alla faccia degli italiani.

La guerra in Siria è finita. Khaled può tornare a Damasco, dove è finita un paio di anni fa. Con le sue 2 moglie e gli 8 figli.

Perché mentre ci sono italiani che vivono in auto, la famiglia poligamica Alkhaed vive in due appartamenti.

Ma non basta. Li portano anche nelle scuola a propagandare la poligamia:

Le due donne, l’8 marzo dello scorso anno, insieme al marito, hanno raccontato la loro storia davanti gli studenti degli istituti superiori di Agnone. Femminismo 2.0!

E’ assurdo che i contribuenti italiani debbano mantenere una famiglia poligamica islamica. E’ ancora più assurdo che i responsabili dello SPRAR – che dipende dal Ministero dell’Interno – portino le due mogli di Khaled a propagandare la poligamia nelle scuole.

Ed è solo uno dei tanti casi. Delle migliaia di casi. Visto che parliamo di 86mila immigrati in hotel e strutture di accoglienza a spese dei contribuenti. Indecente.

Ancora di più mentre lottiamo per la nostra sopravvivenza.




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