Lei terrorizzata e piena di sangue: l’immigrato che si voleva prendere suo figlio è libero

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«Avevo paura, mi sono rifugiata nel bar dove lavoro e ho chiamato i carabinieri. Ero terrorizzata: dovevo salvare il bambino». Così la 30enne, residente a Piadena Drizzona da qualche tempo (prima abitava in provincia di Mantova), torna a parlare dell’aggressione di cui è stata vittima mercoledì sera:

Africano la trascina fuori dall’auto e la massacra di botte – FOTO

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La ragazza ha spiegato via social, pubblicando anche una sua foto con il viso insanguinato, quanto le era accaduto mentre, intorno alle 22.30, si trovava in centro a Piadena Drizzona per acquistare un gelato e le sigarette. Ha detto che un cittadino marocchino, pure residente a Piadena, «ubriaco» — che sarebbe stato già protagonista in passato di altri episodi movimentati —, arrivato in bicicletta l’ha aggredita e picchiata e avrebbe anche tentato di sottrarle dall’auto suo figlio, di 3 anni. La giovane, dopo essere stata malmenata, si è poi allontanata in direzione di Canneto sull’Oglio e un cittadino ha raccontato che in via Castello lei è scappata. La donna ha poi spiegato di aver presentato denuncia nei confronti dell’aggressore.

«Lui oggi (giovedì, nda) tranquillamente è andato a prendersi il caffè al bar dalla mia collega che ha paura e non lavora più. E lui ha detto che volevo un passaggio e che io l’ho investito. Ovvio io non do passaggi a sconosciuti marocchini in presenza di mio figlio». La vicenda ha scatenato una ridda di commenti via social, ma anche nei bar e non solo. Diffusa la preoccupazione per l’episodio, la cui ricostruzione resta piuttosto confusa, e più di uno ha invocato maniere forti verso chi si rende protagonista di violenze.




2 pensieri su “Lei terrorizzata e piena di sangue: l’immigrato che si voleva prendere suo figlio è libero”

  1. Non da passaggi a un marocchino se c’è suo figlio?
    Il passaggio al marocchino non gli va dato comunque, soprattutto se sei una donna.

I commenti sono chiusi.