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LAMORGESE MANDA 60MILA CLANDESTINI A VENTIMIGLIA: LORO ASSALTANO LE CASE

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I sessantamila clandestini che Lamorgese ha spostato da Lampedusa alla Sicilia e poi li ha caricati su treni verso nord non scompaiono, finiscono nelle nostre città. Finiscono a Ventimiglia. E la Francia, quando provano a passare la frontiera, ce li rimanda indietro. Mentre noi non rimandiamo in Slovenia le migliaia che fanno lo stesso.

Ergo: l’Italia è la pattumiera africana ‘grazie’ al Pd.

Non deve più nemmeno prendersi la briga di andare alla stazione (che comunque è a due passi dalla sua parrocchia di Sant’Agostino, nel centro di Ventimiglia), don Ferruccio Bortolotto: la sera, i clandestini glieli portano in chiesa direttamente quelli della polizia ferroviaria.

Così Ventimiglia è diventata un immenso accampamento di clandestini. Quasi tutti maschi. Con qualche donna e bambino al seguito.

Il risultato:

https://voxnews.info/?s=ventimiglia

I flussi di migranti diretti in Francia continuano ad aumentare, visto che Lamorgese li mette su treni verso nord con ‘fogli di via’ invece di rimandarli in Africa, le segnalazioni alla polizia stradale raccontano di passeur che accompagnano gruppi di invasori alla barriera autostradale della A10 risalendo le scarpate che conducono al casello.

Con l’assistenza degli invasori appaltata alla Diocesi o alle tante associazioni di scafisti umanitari, da Save the Children a We World. E’ grazie a loro se i clandestini non si levano dalle palle.

è l’ultimo posto da passerella elettorale. Così il tema è sparito, al di là di generici annunci: l’ultimo, la nota dei deputati della Lega Edoardo Rixi e Flavio Di Muro che giurano che “dal 25 settembre la Lega farà in modo che i decreti sicurezza cancellati dalla sinistra vengano ripristinati per difendere i nostri confini”.

L’altro giorno don Diego Goso ha trovato una donna nascosta in sacrestia. Aveva forzato il portone della parrocchia Angeli Custodi, a Grimaldi: chiesa di confine, “sul filo del traguardo per arrivare in Francia”, come spiega lui.

“Lo Stato deve muoversi. Noi non siamo in grado finanziariamente di allestire un nuovo campo – ragiona don Angelo Di Lorenzo, direttore della Caritas di Ventimiglia – abbiamo organizzato una raccolta, abbiamo raggranellato 15 mila euro: non certo sufficienti”. I migranti in transito “arrivano da Trieste, dalla rotta balcanica – spiega don Ferruccio Bortolotto, parroco di Sant’Agostino – noi ospitiamo per la notte una decina di donne e bambini. Ma non c’è angolo della città dove non si veda qualcuno accampato”.

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Grazie a loro: “La terza domenica di ogni mese – spiega il don – prepariamo 160 pasti che serviamo vicino al cimitero. Davanti a persone che hanno fame come si fa a dire: torna al tuo Paese?”.

Si fa, visto che spacciano e stuprano. E si fa, così evitano di venire. Finché ci saranno i deficienti che li sfamano come un esercito invasore in attesa di passare la frontiera, non smetteranno di arrivare.

Eppure sarebbe semplice: rastrellamenti, aerei militari e a casa.

“E’ sicuramente positivo che ci sia tanta solidarietà umana – commenta il vescovo di Ventimiglia, monsignor Antonio Suetta – ma il principale problema è la Francia: com’è possibile che nel contesto dell’Unione europea ci sia una nazione che decida unilateralmente di sospendere l’accordo Schengen e respingere le persone? Questo fatto deve sollecitare l’Europa intera a regolare adeguatamente l’accoglienza dei migranti”.

No. L’accoglienza non va regolata, va respinta. Rimpatri. A noi la bolletta non la paga l’8 per mille.

Ventimiglia è assediata dai clandestini. La città di confine, proprio come tale, vede la costante presenza di migliaia di invasori che, venute via dai centri di accoglienza del Sud Italia dove arrivano con ogni mezzo, tentano il passaggio in Francia.

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In molti casi, come per il terrorista di Nizza, si tratta di tunisini che vengono caricati su treni verso nord dalle cosiddetta autorità.

E con i continui respingimenti dei francesi e l’arrivo costante di nuovi clandestini, i ventimigliesi sono costretti ad una convivenza forzata con gli invasori.

Molti, vivono attorno alla stazione ferroviaria e hanno anche allestito baracche di fortuna sulle spiagge. Altri si trovano spesso nella zona di Ponte San Luigi, dove alcune associazioni di accoglioni ne favoriscono la permanenza sul territorio fornendo coccole e portando pasticcini.

La situazione sta peggiorando di giorno in giorno anche in funzione delle migliaia di respingimenti: lo scorso anno 40mila respingimenti di clandestini, fatti dalla Francia, quest’anno non ci sono ancora cifre ufficiali. Ma possiamo ragionevolmente pensare che i numeri siano simili.

E, tra l’altro, crescono i timori per i residenti delle zone di Ponte San Ludovico e Ponte San Luigi, dove in molte abitazioni sono state installate delle inferriate per evitare che i clandestini possano ‘occuparle’.

Continuano a definire i tunisini e africaglia varia che assedia Ventimiglia ‘profughi’. Questi sono i clandestini che Lamorgese ogni giorno trasferisce da Lampedusa alla terraferma con un ‘foglio di via’. E che si accalcano nelle nostre città o al confine con la Francia.

Se avessimo una magistratura seria Lamorgese sarebbe stata arrestata mesi fa. E non solo per lo stupro dell’italiano.




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