L’Economist è meno influente in un’elezione italiana di Novella2000. E’ comunque interessante e positivo che tutti i potentati si schierino contro Salvini e Meloni. Dal WaPo di Bezos, che vuole fattorini schiavi per la sua Amazon in Italia fino al giornalino globalista di Elkann.
Quindi, ricordate: chi non vota vota per loro.
«Continuano le menzogne e gli attacchi della stampa di sinistra contro Fratelli d’Italia. Ogni giorno questa gente riesce a toccare un nuovo livello di bassezza che credevamo irraggiungibile. Oggi su La Stampa si legge che FdI fa paura per la sua “complicità con la violenza” politica. Accusa gravissima, ma buttata lì ovviamente senza uno straccio di esempio per sostenere questa tesi infame. L’irresponsabilità della stampa di sinistra, intenzionata a trasformare la campagna elettorale in una lotta nel fango, è la conferma della pochezza delle argomentazioni serie a disposizione dei nostri avversari politici». È quanto scrive Giorgia Meloni in un post sulla propria pagina Facebook, in riferimento all’articolo di Bill Emmott, gia direttore dell’Economist, diventato noto in Italia per la famosa copertina dedicata anni fa a Silvio Berlusconi sotto il titolo Unfit to lead Italy (inadatto a governare l’Italia).
Ma il vero problema di Salvini e Meloni non sarà vincere le elezioni, sarà governare contro lo ‘stato profondo’. Se vogliono governare dovranno fare tabula rasa. Da subito. In Italia serve una svolta che trasformi la repubblica delle banane in uno Stato sovrano. Per fare questo tutte le burocrazie che sono l’esercito in sonno del Pd, a cominciare dalla magistratura ideologicamente corrotta, vanno smantellate e ricostruite. E’ tempo di “bombardare il quartier generale”.
Non c’è nulla di più provinciale di questi pennivendoli italiani a libro paga delle multinazionali che chiedono ai loro colleghi pennivendoli stranieri di dire la loro sulle elezioni italiane. L’italiano medio non sa neanche dell’esistenza di questo Emmot, ed è un bene. L’ignoranza è una virtù quando gli intellettuali sono corrotti.

Va bene, sono d’accordo, chi non vota favorisce il PD.
Ma, ecco, vorrei fare una domanda…
CHI CAZZO VOTO?!?!?!?! Il meno peggio fa vomitare e a forza di votarlo siamo arrivati al fondo del barile.
Il tuo commento, painter, uno dei lettori che considero maggiormente qui per l’acutezza delle opinioni espresse, senza travalicare il buon senso, mi porta ad un paio di considerazioni. Ne farei anche più, in questi tempi, ma ahimé non ho molto tempo.
Indubbiamente molti, tra i commentatori, si sono lanciati in commenti poco piacevoli all’indirizzo di Salvini-Meloni-B. La redazione li ha tollerati, attaccando anch’essa quando riteneva fosse necessario.
Si possono avere tutte le considerazioni, ma il problema è molto più semplice di quanto appaia.
Non vuoi Salvini? Bene, ma non aspettarti di votare i partiti da prefisso telefonico, che probabilmente neanche si presenteranno, tra l’altro.
Quindi significa che la risposta a quella domanda è che ti ritrovi Letta e soci ancora al governo, e ti becchi la cittadinanza agli immigrati, le baby gangs, l’invasione quotidiana dall’Africa, i matrimoni gay, la propaganda trans, il sostegno ai criminali ucraini, e tutto questo, condito da una repressione costante del dissenso. Il tuo dissenso, se queste cose non ti stanno bene.
Quindi, non vuoi votare Salvini? Bene, ma sappi che poi avrai tutto il pacco regalo, e sarà meglio che chi non vota poi non venga qui a lamentarsi di ciò di cui è correo.
Grazie.
Salvini non è la soluzione. A questo punto non lamento tanto il PD (un po’ sì, ma è lo sfogo della frustrazione), quanto la mancanza di alternative valide. E la mancanza di spirito critico della massa che ancora vota i soliti quattro bastardi che se la rigirano come vogliono.
Comunque, anche se dovesse vincere il CDX, non durerebbe. Non lo farebbero durare. Si tratta del mio terzo scenario in ordine di probabilità. E il PD sarebbe pronto.
L’errore di fondo è pensare che il voto serva a qualcosa. So che è difficile da ammettere e ci casco anche io ogni tanto, ma la realtà è che come disse Twain se votare servisse a qualcosa non ce lo lascerebbero fare.
Se hanno fretta di farci votare in un Paese in cui il voto anticipato è un anatema, vuol dire che sanno già come andrà a finire. Male per noi.
a parte che un voto in piu o in meno, non fa nessuna differenza.
Purtroppo la democrazia fonda su principi errati in partenza, ed in un mondo fatto di deficienti, non possono essere equiparati i voti.
In altre parole
Se il voto di un leghista vale uno,
il mio voto dovrebbe valere 2-3 milioni di voti.
Altrimenti facciamo votare pure la scimmie e non ne parliamo piu.
Tuttavia i politici che meritano il voto, ci sono
e sono quasi tutti gli ex M5S (L’alternativa).
Essi si sono battuti contro i lockdown, i vaccini, il fuoriclasse DRAGO, l’invio di armi in Ucraina, ecc.
Il fatto che i leg histi non sappiano neanche della loro esistenza,
bhe non meravigliarti…
quelli sono imbecilli per davvero.
Votare lega è quasi come votare il nulla, lo dimostra il sindaco leghista di lampedusa che chiede con forza una nave umanitaria per alleggerire il carico dell’hotspot.
Sarebbe opposizione questa?
In campagna elettorale hanno sempre martellato sul tema clandestini, e appena si insediano pensano e fanno tutt’altro.
Li conosco troppo bene ormai.
“Fare tabula rasa dello stato profondo”.
Si’, e’ la prima cosa da fare. Ma ve lo immaginate, che so, rimuovere un magistrato immigrazionista, o un funzionario in chiaro conflitto di interessi con qualche ONG (tutte le ONG)?
Stalin ci avrebbe messo poco; noi non siamo in grado di togliere di mezzo un clandestino che angaria un quartiere. Togliere di mezzo, nascostamente? Per il clandestino bastano tre persone con un machete (“regolamento di conti tra spacciatori”, titolerebbero i giornalai. Per li stato profondo, il sistema usato con De Donno, Montaigner, Heider, e altri.