Stupro immigrati a Milano, i passanti: «L’hanno afferrata, colpita e trascinata dietro la siepe»

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🚨BRANCO IMMIGRATI LA CATTURA PER STRADA E LA STUPRA A MILANO

Milano è una giungla multietnica.

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Lei è a terra sul vialetto, le spalle contro il mosaico di tag sul muro. Lui le è addosso. La trattiene, abusa di lei, a due passi dall’area giochi dei bambini, nascosto dal buio e da un’alta siepe. Ci sono anche altri due uomini: forse hanno partecipato alla violenza, di sicuro assistono alla scena, è comunque certo che anche loro l’hanno strattonata, spinta, colpita e trascinata a forza in quell’angolo nascosto. Quando arrivano le pattuglie dei carabinieri, uno dei due complici riesce a fuggire. Anche l’altro prova ad allontanarsi, ma viene bloccato dai militari. Il terzo invece non s’è mosso, come se non si fosse accorto di nulla, non lascia la presa. I carabinieri li arrestano entrambi per violenza sessuale di gruppo. La vittima è una donna brasiliana 41enne. Vive in Italia da alcuni anni, in uno dei Comuni della cintura milanese. Sconvolta, viene trasportata e ricoverata alla clinica Mangiagalli, dove i medici del soccorso per le violenze sessuali riscontrano lesioni compatibili con gli abusi subiti. I presunti autori sono un 42enne originario della Nuova Guinea, regolare in Italia e incensurato, e un 22enne egiziano, irregolare e con alcuni precedenti in materia d’immigrazione. Il primo viene arrestato mentre sta abusando della donna. Il secondo, che probabilmente la stava tenendo ferma, non fa in tempo ad allontanarsi. Del terzo, infine, al momento non ci sono tracce: alla vista delle sirene è riuscito a scappare.

Sono da poco passate le 2.30 della notte tra sabato e domenica. Piazza Napoli, quartiere Giambellino. In base alle prime ricostruzioni, un gruppo di persone si ritrova a far notte e a chiacchierare sulle panchine di uno dei giardini della grande piazza nella periferia ovest di Milano. Non è chiaro se già si conoscessero. Il tasso alcolemico generale è vertiginoso. D’un tratto la scena cambia.

Sono quasi le 3 del mattino quando alcuni passanti avvertono le forze dell’ordine. Le chiamate alla centrale unica del 112 raccontano la prima fase della violenza: hanno appena visto i tre uomini che erano con la donna afferrare la 41enne, la vittima che prova a divincolarsi, a resistere alla presa, a scappare, ma viene spintonata, strattonata, colpita più volte e poi trascinata alle spalle della siepe. È là, in quel viottolo che corre lungo le pareti in stile liberty della centrale dell’acquedotto milanese che sbuca fuori dal terreno al centro dei giardini, che avviene il resto.

Le indagini sono state affidate ai carabinieri della compagnia Porta Magenta — intervenuti dopo l’allarme insieme al radiomobile — e ai militari del nucleo investigativo del comando provinciale. Dopo i rilievi sulla scena della violenza, gli investigatori hanno raccolto le testimonianze di alcuni dei passanti presenti in piazza quella notte. Si stanno passando al setaccio anche le telecamere pubbliche e private che monitorano l’area verde: anche se nessuna è puntata sul luogo esatto del crimine, la speranza è che quelle immagini di contesto possano essere utili per provare a individuare il terzo uomo sfuggito alla cattura, che sia possibile isolare qualche dettaglio, caratteristica, indumento che aiuti alla sua identificazione.

Non è ancora chiaro se le due persone accusate di violenza sessuale di gruppo si conoscessero tra loro, e se conoscessero la vittima. Di sicuro gravitavano nella zona attorno a quella piazza periferica lungo la circonvallazione esterna, alle porte di due quartieri popolari difficili come Giambellino e Lorenteggio. Entrambi in passato sono stati più volte controllati nei paraggi. Dimessa dall’ospedale, anche la donna sarà ascoltata nelle prossime ore dagli investigatori: i suoi ricordi potrebbero offrire elementi utili alle indagini.