Già 10 ragazzine violentate da almeno 30 nordafricani sul treno da Gardaland

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Almeno una trentina i giovani africani responsabili delle violenze sessuali denunciate al momento da almeno una decina di ragazzine lombarde che erano salite a Peschiera del Garda (Verona) sul treno regionale Verona-Milano al termine di una giornata trascorsa a Gardaland, il 2 giugno scorso.

Cinque hanno già presentato denuncia alla Polizia ferroviaria di Milano. Chi subisce violenze denuncia, mica come a Rimini con gli Alpini.

Per fortuna nei video pubblicati sui social si vedono gruppi di africani invadere i binari della stazione, altrimenti i pennivendoli nasconderebbero cosa sta realmente accadendo in questo paese parlando di ‘giovani’.

Nella denuncia le vittime hanno raccontato che le aggressioni sul treno regionale hanno riguardato una decina di ragazzine, molestate mentre il treno era stato bloccato azionando il treno di emergenza.

“Stiamo facendo accertamenti su tutti i fatti che possono avere risultanze penali”, ha detto all’ANSA Carlo Bartelli, da pochi giorni nuovo dirigente della Squadra mobile della Questura di Verona, precisando che “stiamo procedendo con una ricostruzione dei fatti avvenuti giovedì in spiaggia, nell’abitato di Peschiera del Garda e sul treno; gli accertamenti sono in corso e proseguiranno”, ha concluso.

Fanno accertamenti. Gli accertamenti si fanno alle frontiere. Non deve entrare lo straniero. Soprattutto quello regolare.

“Cercavo di raggiungere la carrozza di testa insieme alle mie amiche. Abbiamo camminato a fatica per tre o quattro vagoni, facendoci largo tra la folla, ma la ressa non diminuiva. Anzi: più avanzavo e più la calca aumentava. Mi sentivo soffocare. Ho avuto un attacco di panico e ho cercato un sedile. Mentre mi spostavo, sono stata palpeggiata sul sedere almeno tre volte\”. A parlare è una ragazza di 16 anni che insieme ad altre cinque, come raccontato ieri su queste pagine, giovedì sera è stata molestata sul treno regionale 2640 che da Peschiera del Garda l’avrebbe riportata a casa, a Milano, dopo una giornata a Gardaland. La gita che le giovani avevano organizzato in occasione della Festa della Repubblica si è trasformata in un incubo. Venerdì, le giovani hanno sporto denuncia al compartimento della Polizia Ferroviaria Lombardia a Milano Centrale.

A che ora ha raggiunto la stazione per rientrare a Milano?

“Poco dopo le 17.30 di giovedì. Ero insieme ad altre tre amiche alla stazione di Peschiera del Garda ad aspettare il treno regionale proveniente da Verona, su cui saremmo salite alle 17.59, con arrivo a Milano Centrale previsto per le 19.35. Ma è successo qualcosa che non potevamo prevedere\”.

“Il binario numero 3 era invaso da più di cento ragazzi, la maggior parte maschi, di origine nordafricana (con tutta probabilità, parte della folla di giovanissimi che nel pomeriggio aveva preso d’assalto la riva del Basso Lago di Garda dopo un annuncio comparso su TikTok, trasformandola nel teatro di una maxi rissa, ndr ): urlavano e correvano da tutte le parti. Alcuni sputavano sui finestrini di treni in sosta. Hanno causato ritardi alla circolazione. Sulla banchina abbiamo stretto amicizia con altre due ragazze della nostra età, di Pavia, spaventate come noi per quello che stava succedendo. Abbiamo quindi deciso di restare unite\”.

Quando è arrivato il treno siete riuscite a salire subito?

“Sì ma con molta fatica: tutti i ragazzi che erano in banchina sono saliti a bordo, ammassati, causando un sovraffollamento. Appena le porte si sono chiuse ho faticato a respirare. Ero circondata da persone e c’era un caldo asfissiante. Probabilmente per le troppe persone presenti, il treno non partiva. Siamo rimasti bloccati per 10 minuti in quelle condizioni. Ho iniziato a sentirmi male, speravo che le porte si potessero riaprire. Ma qualcuno di quei ragazzi ha tirato la leva di emergenza facendo scattare l’allarme. Il ritardo aumentava… Poi, il treno è partito. Nel frattempo una delle altre ragazze era riuscita, in lacrime, a chiamare suo padre, il quale le ha suggerito di raggiungere la carrozza di testa per cercare il capotreno o qualcuno che potesse fornirci assistenza. Così tutte e sei ci siamo spostate\”.

\”La situazione è peggiorata. Ero circondata da almeno 30 ragazzi. Alcuni si erano arrampicati sulle cappelliere e lì si erano sdraiati. Mentre camminavamo, ci toccavano e ci deridevano, dandoci delle ‘privilegiate’ perché ’bianche’. ‘Le donne bianche non salgono’, ‘Decidiamo noi chi sale e chi scende’. Sentivo queste frasi. Ho avuto un attacco di panico, ho dovuto cercare un posto per sedermi. E sono stata palpeggiata almeno tre volte. Anche le mie amiche stavano male, piangevano. Alcuni di quei ragazzi mi hanno sventolato una maglietta sulla faccia, come se volessero aiutarmi, ma in realtà ridevano. Io stavo sempre più male\”.

È riuscita a vedere chi l’ha palpeggiata?

“Ero molto impaurita ma saprei riconoscere alcune facce. Ho visto che due mie amiche venivano molestate nello stesso momento\”

Come siete riuscite a scendere?

“Quando il treno si è fermato alla stazione di Desenzano del Garda ci siamo lanciate verso le porte ma uno dei presenti si è parato davanti per impedirne l’apertura. Noi eravamo terrorizzate, abbiamo implorato aiuto a un altro ragazzo a bordo, sempre nordafricano, che per fortuna ha allontanato gli altri consentendoci di aprire le porte e di scappare sulla banchina, dove c’erano altre adolescenti in attesa. Noi le abbiamo avvisate: ‘Non salite su quel treno!’, e ci hanno dato retta. Poi abbiamo chiamato i nostri genitori che sono arrivati a prenderci in macchina. Sul treno e in stazione non c’era nessuno, né dipendenti delle Ferrovie e né rappresentanti delle forze dell’ordine\”




Un pensiero su “Già 10 ragazzine violentate da almeno 30 nordafricani sul treno da Gardaland”

  1. I luridi mussulmani non patiscono il caldo, il capotreno e’ stato un degno dipendente di trenidimerditalia, ti spaccano il cazzo tutto il viaggio con l’obbligo della mascgerina senno’ arrivano le potenti divise del tricolore di stokazzo ma ai luridi africani negri e inferiori fanno il cazzo che gli pare e non osano dire niente.Quel treno non doveva partire, ogni afroislamico andava epurato e comunque se sul Garda accettate i negri, allora comprate tonnellate di tortellini e fate il brodo in quel cazzo di lago che avete, stupidi bastardi akkoglioni!!!

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