I morti tra i militari russi non sono quasi trentamila come millantato dalla propaganda ucraina. Ora lo ammettono anche gli attivisti pagati dagli stranieri.

Attivisti indipendenti russi, in Russia e all’estero, confermano la morte di 3.203 militari della Russia in Ucraina, sulla base di fonti aperte, come i necrologi pubblicati sui blog o sui social in lingua russa, come spiega uno di questi ricercatori in una intervista all’Adnkronos mentre il ministero della Difesa a Mosca, dallo scorso 25 marzo, non ha più aggiornato il bilancio ufficiale dei caduti, rimasto fermo a 1.351.
Quindi, come era logico aspettarti, il rapporto dei morti è 10 a 1. E questo secondo fonti dei soliti attivisti finanziati dai soliti noti.
Ricordiamo che per la scampagnata in Iraq gli Usa hanno perso quasi 5mila uomini.

Ma non c’erano dubbi su questo. L’esercito russo è uno dei più forti del pianeta, ed è normale che quello ucraino venga sovrastato. Ragion per cui la resa incondizionata da parte di Kiev è necessaria.
Ancora oggi a 100 giorni dall’inizio di questo intervento militare i giornalisti, o sedicenti tali, continuano a fare i pagliacci con ridicoli servizi di propaganda ucraina.