Migrante la stupra e le rasa i capelli a zero: è l’integrazione

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Non gli bastava minacciarla, picchiarla, insultarla. Al culmine di una delle tante giornate di violenza ha impresso sul corpo della moglie che aveva già conosciuto la violenza e l’umiliazione dello stupro, un altro degli sfregi materiali e psicologici più grandi per una donna: le ha rasato i capelli a zero.

All’incubo dell’ennesima moglie ha messo fine ormai 72 ore fa l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata firmata dal Gip Manuel Bianchi su richiesta del sostituto procuratore Luca Bertuzzi cui hanno dato esecuzione i carabinieri della Tenenza di Cattolica. L’uomo, un 50enne extracomunitario (omettiamo la nazione d’origine e il paese di residenza al solo scopo di tutelare per quanto possibile la vittima), ora è rinchiuso in una cella di “quarantena” del carcere dei Casetti.

L’arresto ha messo fine ad un incubo, ha raccontato la moglie nella sua denuncia, iniziato addirittura nel lontano 2010 con le prime accuse sulla sua presunta infedeltà. Le percosse e la vita d’inferno l’hanno convinta ad allontanarsi per tre anni. Che non sono serviti a nulla. Non appena rientrata le vessazioni, le minacce, le botte sono puntualmente riprese. Il momento della giornata preferito dal bruto, quando lei rientrava dal lavoro. Una situazione che è precipitata nell’aprile di quest’anno. Quattro gli episodi che l’anno convinta a dire basta. Il primo il giorno sei quando l’ha presa a schiaffi dopo averla accusata dell’ennesimo tradimento. Il 19 aprile, spalleggiato dalla sorella, la spogliava completamente, le strappava il telefono dalle mani per impedirle di chiedere aiuto alle forze dell’ordine. Veniva salvata dalle urla strazianti della figlia più piccola. Che con la primogenita, invece, non ha potuto fare niente quando il padre-padrone armato di un cacciavite dopo averla afferrata al collo e minacciata di morte se avesse urlato, l’ha stuprata. Consumata la violenza l’ha ricoperta di insulti e sputi sul viso. Due notti dopo entrerà nuovamente in quella stanza. Davanti agli sguardi atterriti dei figli dopo aver tagliato la federa del cuscino e la borsa prendeva i loro documenti e si metteva in tasca le chiavi di casa.

È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e gli ha spalancato le porte dei Casetti. Oggil’interrogatorio di garanzia alla presenza del suo legale di fiducia l’avvocato Massimiliano Orrù.

“omettiamo la nazione d’origine e il paese di residenza al solo scopo di tutelare per quanto possibile la vittima” 🤡




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