Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il decreto che richiede che i “paesi ostili” debbano pagare il gas russo in rubli.
La nuova legge prevede che i “paesi ostili” debbano aprire conti nelle banche russe ed entrerà in vigore il 1° aprile. Domani.
Gli attuali contratti di fornitura di gas verranno interrotti se gli acquirenti provenienti da “paesi ostili” non soddisfano i nuovi termini di pagamento.
L’Europa sta affrontando una grave crisi. Italia, Francia e Germania rifiutano di passare al pagamento del gas in rubli.
“Gli Stati Uniti stanno cercando di trasferire l’Europa al costoso GNL americano, minando così la competitività delle aziende europee, l’Europa è minacciata da una deindustrializzazione su larga scala e dalla perdita di posti di lavoro a causa delle azioni statunitensi”, ha detto Vladimir Putin.

Hanno già anticipato che servirsi dagli usa comporterebbe una spesa folle e dei tempi lunghissimi per la modifica. Quindi di cosa stiamo parlando?
Non so, si parla di arrivi per 15 miliardi di metri cubi, una goccia rispetto ai 100 miliardi in arrivo dalla Russia. Per giunta, farlo arrivare via tubo non è solo più economico, una volta costruito il tubo e c’è n’è uno enorme mai utilizzato in Germania che avrebbe evitato il passaggio nella nemica storica, per la Germania, Polonia, ma anche ambientalmente più sostenibile, visto che enormi navi che fanno percorsi oceanici inquinano enormemente, sia come consumi, che come disastri alla fauna marina, per non parlare del rischio incidenti.
I figli di Greta sono ambientalari solo quando fa comodo, e con i dati ben selezionati.