Gli “insulti” del presidente postale degli Stati Uniti, Joe Biden, oggi in gita dai profughi ucraini in Polonia, “restringono le possibilità” di un miglioramento dei rapporti tra Washington e Mosca, secondo quanto ha dichiarato alla Tass il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
Poi, riferendosi al termine ‘macellaio’: «È strano sentire le accuse contro Putin da parte di Biden, che chiese di bombardare la Jugoslavia e uccidere persone», ha aggiunto.
Intanto, secondo il vice segretario del Consiglio di sicurezza ed ex presidente russo Dmitry Medvedev , la Russia potrebbe usare armi nucleari solo in quattro casi. Non preventivi, come invece sembra adombrare la nuova dottrina Bidena.
Li elenca la Pravda Ucriana, citando l’Agenzia di propaganda russa Rbc. Secondo Medvedev, Mosca potrebbe usare armi nucleari non solo se il suo territorio venisse direttamente colpito da armi analoghe, ma anche se queste fossero usate contro i suoi alleati.
Il terzo caso in cui sarebbe possibile per la Russia ricorrere alla potenza atomica sussisterebbe di fronte a un’invasione delle infrastrutture critiche, a seguito della quale le forze di deterrenza nucleare russe sarebbero paralizzate. Il quarto caso sarebbe infine quello di un atto di aggressione contro la Russia o i suoi alleati, a seguito del quale l’esistenza del paese fosse minacciata.
Tutte azioni razionali. Mica una bomba sui civili di Hiroshima e Nagasaki.

Io non dimentico i quasi 100.000 civili italiani polverizzati dai bombardamenti angloamericani nella seconda guerra mondiale.
Alla fine della fiera aveva ragione, ma come si poteva dargli torto, soprattutto dopo le esperienze di Gheddafi, dei Talebani, di Saddam, di Assad se non ci fosse stata la Russia, che solo se hai la Bomba hai un minimo di assicurazione, letteralmente sulla vita, visto che questi criminali internazionali non solo combattono una nazione che considerano, a torto o ragione, ostile ai loro interessi, ma dalla seconda guerra mondiale in poi è in uso il pervicace schema di perseguire penalmente in processi farsa i capi di stato vinti, che nella migliore delle ipotesi termina con un carcere a vita che dopo breve termina con un comodo suicidio o malattia, oppure direttamente col cappio, e se non si arriva allo psedo processo ci pensano i bravacci locali.
E costoro pensano davvero di essere migliori dei galantuomini dell’ottocento? Davvero pensano che nelle oscene società odierne, dove ormai diritti civili è sinonimo, e provate a dire di no, di gay pride, trans, immigrati, invece che diritto politici del popolo, come voto, istruzione, salute, partecipazione politica, siano più liberali e democratiche delle società nazionali ottocentesche?
E’ come paragonare il principato dell’impero romano augusteo al tardo impero del IV e V secolo.