
«Passato sotto traccia, il dpcm del 2 marzo rende il certificato verde valido 540 giorni dalla dose di richiamo Scaduti i quali sarà emesso un altro documento, di uguale durata. Ma i rinnovi potranno diventare perenni».
«Il documento – scrive La Verità – formalmente, serve ad aggiornare le modalità di verifica dell’obbligo vaccinale e della carta verde. Nella realtà, e senza tanti giri di parole, all’articolo 1 (comma b) spiega che la blockchain sottostante il lasciapassare, una volta somministrata la dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale, durerà 540 giorni. Al termine dei quali la piattaforma nazionale provvederà in automatico a emettere un secondo green pass, anch’ esso valido per altri 540 giorni. In tutto farebbe 1.080 giorni, la bellezza di quasi tre anni. Attenzione. Nulla dice che ci si ferma lì. L’automatismo dovrebbe poi essere interrotto. Ma nel testo del dpcm non c’è alcuna traccia di una tale intenzione.
Con amara ironia, il quotidiano replica a «coloro che si lamentavano ritardi nelle multe agli over 50 non vaccinati, ecco la risposta. C’è tutto il tempo necessario (540 giorni rinnovabili all’infinito) per fargli arrivare a casa il bollettino da pagare. Altro che stop all’obbligo il 15 giugno». Il timore è evidente: la proroga in automatico “è un tassello del progetto più ampio: rendere permanente la carta verde, al di là di ogni natura emergenziale e persino sanitaria».
Questa è una idiozia scientifica perché il rinnovo non dipende neanche da basi scientifiche, visto che la terza dose scade dopo un paio di mesi:
Quindi la differenza tra un no-vax e un tri-vax che si basa sul green pass è priva di logica scientifica dopo alcuni mesi. Figuriamoci anni.

Dio…porca troia se scatta il verde vinco i mondiali di bracconaggio.
E io ve lo dicevo che qua occorre organizzarsi e andarli a prendere, prima che sia troppo tardi… Sta cosa la sapevamo già da mesi. Ma siccome qua dentro ci venite solo per sfogarvi dopo aver giocato ai videogiochi… Vero, sfigati?