La maggioranza degli italiani vota partiti che vogliono il cambiamento, e si ritrova con la più oscena e sfacciata restaurazione. La legislatura che era iniziata con i populisti al governo finisce con Mattarella al Quirinale, Draghi a Palazzo Chigi e Amato a presiedere la Consulta.
Il popolo italiano è a maggioranza di destra, ma non può esprimere non solo il governo, nessun potere dello Stato. E’ chiaramente uno Stato illegittimo perché non rappresenta la volontà popolare.
Il governo è abusivo, sia perché guidato da un premier non eletto, sia perché nato grazie ad un rovesciamento della volontà dei cittadini-elettori. Un governo che sta portando avanti la destrutturazione etnica dell’Italia importando clandestini e uccidendo italiani. Ne sono morti più di centocinquantamila perché hanno tagliato la sanità e sperperato soldi nell’accoglienza dei clandestini. E ora, vogliono compiere il passo successivo, renderci come mandrie marchiate:
Il piano del governo: passaporto sanitario per i vaccinati, tutti gli altri discriminati
Senza alcun mandato politico, hanno aperto i porti alle Ong. I porti, secondo il bizzarro accordo di Malta dovevano ruotare, stanno ‘ruotando’ solo quelli italiani.
In nessuna democrazia compiuta questo potrebbe accadere.
Ma, ormai, è tutto il Sistema ad essere sostanzialmente illegale.
Al Quirinale c’è un presidente della Repubblica nominato da un Parlamento giudicato incostituzionale dalla stessa Corte della quale faceva parte l’attuale PdR Mattarella. Quella Corte che, mentre lo giudicava tale, ne ha permesso la sopravvivenza: e, caso strano, uno di loro è finito al Colle. Riconfermato ora da un altro Parlamento che non rappresenta la volontà popolare, solo perché gli attuali parlamentari sanno che non saranno mai più rieletti: hanno votato per il loro stipendio, non per altro.
Non è un semplice voto di scambio: è un colpo di Stato.
Dal PdR fino all’ultimo dei parlamentari, la classe politica al potere è tutta illegittima. E’ tutta illegale. Ogni decisione di questo governo, avallata da questo Parlamento, è illegale e non va rispettata.
Abbiamo ogni diritto di ribellarci nei confronti di un ordinamento ingiusto. Perché se è vero che ogni persona soggetta a un ordinamento giuridico e il cittadino è soggetto all’obbligo politico, cioè al dovere fondamentale di obbedire alle leggi, questo obbligo è annullato dal diritto di resistenza.E all’esistenza.
Questo regime mette a rischio l’esistenza stessa del popolo italiano.
La filosofia individua tre condizioni sine qua non perché la disobbedienza alle leggi sia lecita:
-ingiuste (non corrispondente a principi di giustizia)
-illegittime (emanata da chi non abbia il potere legittimo)
-invalide (contraria alla Costituzione vigente)
Le leggi emanate dal Parlamento attuale rispondono, almeno, a due di questi requisiti. Resistere alle leggi di Conte e soci è un diritto. Anzi: è un dovere di ogni Patriota.
Ognuno di noi, con i suoi messi, deve lavorare perché questi servi di regimi stranieri vengano spazzati via.
Sic semper tyrannis.

I truffaldini concetti di “destra” e “sinistra” (invariabilmente col curioso prefisso “centro-“) non hanno e non hanno mai avuto alcun valore sostanziale. Più significativi i concetti di sopra e sotto.
Nell’orricoltura domestica, quando ci si vuole liberare dalle malerbe si provvede a rovesciare il terreno (il sotto passa sopra grazie al ricorso a uno strumento piuttosto brutale – la vanga). Il gelo dell’inverno sterilizza gran parte delle radici di quelle malerbe, decimandone la ripresa nella stagione successiva.
Col passare dei decenni abbiamo maturato una certa spocchia – riscoprire il significato concreto e simbolico delle nostre VERE basi cuturali non può che giovare. Sulle prime monete del dopoguerra non erano rappresentate opere d’arte, bensì elementi tratti dal mondo agricolo, l’ape, la spiga di grano, l’aratro, il seminatore (quest’ultimo campeggiava sui buoni fruttiferi postali, quelli destinati a concretizzare l’enunciato costituzionale “la Repubblica tutela il risparmio”)…
PER QUESTE COSE CI VORREBBE NON UNA GIORNATA, MA UN MESE DELLA MEMORIA OGNI ANNO.
Altro che vanga: qua ci vuole l’erpice direttamente!
Il delfino era scappato dall’acquario? 😀
Ricordo anche la “cornucopia”.
A me non dispiacevano nemmeno quelle con l’aquila di qualche anno prima.
Non mi pronuncio sul significato simbolico del delfino nelle 5 lire, ma osservo che la cornucopia trabordava dei frutti della terra. Inoltre, sull’altra faccia delle 5 lire giganteggiava un aratro. Le venti lire esibivano la quercia con i suoi frutti, le ghiande (tradizionalmente impiegate nell’alimentazione dei maiali). Le 50 lire ostentavano un fabbro al lavoro o, in altre emissioni, uva ed olive. Sulle 100 lire campeggia un arbusto di alloro. Le 200 lire sono bordate da una ruota dentata, simbolo dell’industria.
Da un certo momento in avanti, questo tipo di simbologia rassicurante per la sua tangibile concretezza ha cominciato ad essere abbandonata per adottare altre tematiche più astratte. Chi vuole, approfondisca.
È stato bello Ugo ritornare con la mente a quei simboli di buon auspicio, elementari, come aprire una finestra e ricevere sul viso la fresca brezza di un mattino radioso… perché all’epoca ogni giorno incominciava così in Italia.
E COME LA FAI LA RIVOLTA! CON LA BOCCA? E QUA DENTRO POI?