Migranti: “Abbiamo pagato 3mila euro per sbarcare in Italia, dovete mantenerci” – VIDEO

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Pagano tremila euro, un patrimonio in Tunisia, per venire a “vedere l’Italia”. Poi occupano e si fanno mantenere. La maggioranza spaccia e delinque. Parassitismo allo stato puro.

Questi sono tutti arrivati in Italia scaricati col ‘foglio di via’.




Un pensiero su “Migranti: “Abbiamo pagato 3mila euro per sbarcare in Italia, dovete mantenerci” – VIDEO”

  1. Giornata Della Memoria – prima parte

    Minacciano le persone, creano del terrorismo e del terrore, vanno arrestati.
    (Paolo Guzzanti, giornalista)

    Verranno messi agli arresti domiciliari, chiusi in casa come dei sorci.
    (Bubu Burioni, virostar)

    Sono pericolosi, non voglio essere infettata da loro.
    (Alessia Morani, deputato)

    Ricettacolo di casi psichiatrici. Devono ridursi a poltiglia verde.
    (Selvaggia Lucarelli, teleprezzemolina)

    Mi divertirei a vederli morire come mosche.
    (Andrea Scanzi, millantato giornalista)

    I rider devono sputare nel loro cibo.
    (David Parenzo, eletto)

    I loro inviti a non vaccinarsi sono inviti a morire.
    (Mraio Draby, il Migliore)

    Sarò felice di mettergli le sonde necessarie negli appositi posti. Lo farò con un pizzico di piacere in più.
    (Cesare Manzini, infermiere)

    Gli bucherò una decina di volte la solita vena facendo finta di non prenderla e poi altro che mi verrà in mente.
    (Francesca Bertellotti, infermiera)

    Per loro non faccio le corse, si arrangiassero (sic)
    (Stefania Trezza, infermiera)

    Sono dei criminali, il male, associazioni organizzate contro lo stato, vanno perseguiti come si fa per i mafiosi.
    (Matteo Bassetti, pornodivo)

    SE FOSSE PER ME COSTRUIREI ANCHE DUE CAMERE A GAS.
    (Marianna Rubino, medico)

    I cani possono sempre entrare. Solo voi, com’è giusto, resterete fuori.
    (Sebastiano Messina, giornalista eletto. Addirittura. Bravo Messina, mi sei piaciuto)

    Se riempiranno le terapie intensive mi impegnerò per staccare la spina.
    (Carlotta Saporetti, infermiera)

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