Stupri Capodanno, ragazze aggredite da un’orda di 30 mulatti: “Ci mettevano le mani ovunque”

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Nell’ordinanza di 19 pagine del gip vengono riportati i verbali delle ragazze, in parte già emersi, e nei quali viene ricostruita anche la modalità con cui il branco selezionava, agganciava, circondava e violentava le giovani. “Siamo state (…) travolte da quest’orda. Venivamo spinte da dietro, e sbattevamo contro quelli davanti che ci respingevano. Siamo così cascate, e mi sono ritrovata per terra, senza riuscire a rialzarmi e sentendomi soffocare, ho iniziato a pensare di morire. Ero
atterrita dalla paura, mentre la mia amica strillava. Io non riuscivo, ero stravolta dalla situazione e mi mancava il fiato”. Lo ha messo a verbale una delle quattro ragazze aggredite nei pressi della Galleria Vittorio Emanuele II.

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Dal racconto delle vittime emerge anche la descrizione dell’aggreessore: “Era basso, capelli scuri probabilmente ricci, di carnagione mulatta, con un giacchetto verde, l’età era presumibilmente compresa tra i 20 e i 25 anni”. La ragazza “gli ha risposto a tono, allo scopo di allontanarlo. In quel momento il ragazzo era solo, tant’è che ho avuto la sensazione che, una volta che la mia amica lo aveva allontanato, fosse andato a chiamare i suoi amici”. Poco dopo, ha aggiunto la giovane, “siamo state aggredite da un’orda di persone (…) All’improvviso, ho sentito questa folla di persone: specifico che intendo dire che ho iniziato a sentire molte mani che mi toccavano (…) Presto siamo state accerchiate, e ci siamo trovate attorniate da persone nordafricane“.

Oltre ai tre casi distinti, con un totale di nove “persone offese” e già al centro dell’inchiesta sulle aggressioni sessuali di Capodanno, gli inquirenti stanno indagando su almeno altri due episodi di abusi con lo stesso schema e con un numero di vittime ancora da accertare con precisione. Vanno avanti, infatti, le audizioni di ragazze e testimoni, così come stanno aumentando le denunce. Verifiche sono in corso sulle dichiarazioni di due giovani, intervistate nei giorni
scorsi a ‘Storie italiane’ su Rai1, ma anche su presunti abusi nei confronti di una turista inglese e di un’altra ragazza.

Proseguono su un altro fronte le attività investigative della Squadra mobile, coordinate dall’aggiunto Mannella e dal pm Menegazzo, per arrivare all’identificazione di altri componenti del branco (18 le perquisizioni dei giorni scorsi). Tra le persone da identificare c’è anche colui che nei verbali di alcune vittime viene indicato come una sorta di “capo”. Anche se, viene chiarito dagli inquirenti, non c’era un ‘organizzatore’ delle aggressioni, ma persone, così come i due fermati di due giorni fa, che erano più attive nella ‘regia’ delle violenze.




2 pensieri su “Stupri Capodanno, ragazze aggredite da un’orda di 30 mulatti: “Ci mettevano le mani ovunque””

  1. scusate
    ma a Milano ci sono milioni di leghistj.

    Sara mai possibile che questi ,
    non sono capaci di fare nulla,
    neanche di proteggere delle ragazzine
    che vengono stuprate in gruppo in una piazza pubblica?

    Io comincio a sospettare
    che non solo Salvini e Meloni, sono dei finti opposti.
    Ma lo sono anche il loro elettorato.

  2. Scusate, ma che ci fanno i nordafricani a Milano? E in generale in Europa?
    Il colonialismo è stata una maledizione, il fardello dell’uomo bianco… Ma almeno eravamo noi ad inviare uomini a dominare gli altri continenti.

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