«Il problema delle moschee milanesi è ancora irrisolto. Nella scorsa legislatura la sinistra ha modificato il Piano attrezzature religiose, regolarizzandone 4 abusive ed individuando tre aree per edificarne altre. Il tutto mentre ci sono ancora 12 moschee abusive». La denuncia porta la firma l’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato.
L’esponente di Fratelli d’Italia ha stilato un elenco dei 12 luoghi di preghiera abusiva: le moschee milanesi fuori legge sono un problema di ordine pubblico, ma chi lo denuncia rischia di passare per razzista o islamofobo. Ma a tenere banco è soprattutto lo sfratto del centro vaccinale di via Novara per la nuova grande moschea.
“No alla moschea in via Novara voluta dall’Amministrazione comunale nell’area dell’ex parcheggio di Trenno. Una scelta completamente sbagliata, peraltro fatta senza tenere minimamente in conto il parere né dei cittadini del quartiere, né del Consiglio Comunale”. Lo hanno scritto ieri in una nota Stefano Bolognini, Commissario Provinciale di Milano della Lega Salvini Premier, Silvia Sardone, Europarlamentare e Consigliere Comunale Lega, Alessandro Verri, Capogruppo Lega in Consiglio Comunale e Francesco Giani, capogruppo Lega in Municipio 7, al termine di un presidio contro lo spostamento in via Novara della moschea-tendone già allestita nei pressi dell’ex Palasharp.
“Continueremo – proseguono gli esponenti leghisti – ad opporci alla creazione di nuove moschee a Milano. E lo faremo almeno fino a quando non verranno chiusi i luoghi di culto islamici abusivi che, numerosi, sorgono in diverse zone della città e che l’Amministrazione comunale continua a tollerare”.
Milano, immigrati occupano tremila case popolari: banlieus islamiche
Ecco le 12 moschee milanesi abusive. Sono la moschea Al-Wahid della Coreis in via Meda 9. La casa della cultura islamica di via Padova 144, la Mosque di via Lopez, l’istituto culturale di viale Jenner 50, l’associazione della fratellanza Gratosoglio di via Baroni, la Mosque Muslim di viale Marche 40, il centro Dar al Quran di via Stadera 18, l‘associazione Al Nur Italia di via Carissimi 19, la Shahjalal Jame Mosjid di via Zambelli 15, il Bangladesh Islamic Centre di via Sibari 11, la Ditib Moschea di via Toffetti 27, la Corvetto mosque di via Passo Pordoi 5.
Quando una città ha una popolazione straniera che è arrivata in pochi anni ad essere composta per il 20 per cento da stranieri, l’unica definizione possibile è pulizia etnica.Chi evita questo termine è un pappamolla.
Secondo uno studio che abbiamo già presentato,questo sarà l’andamento della presenza musulmana in Europa nei prossimi anni, a seconda del livello di immigrazione:
Ai ritmi attuali, in Italia avremo oltre 8 milioni di residenti musulmani entro il 2050:
I numeri ci dicono che quasi il 20 per cento della popolazione residente non è italiana già oggi. Compresi gli ‘italiani’ alla Balotelli.
E già oggi, circa un terzo dei nuovi nati è straniero. Incrociando i dati della ricerca PEW e gli attuali numeri di Milano, visto che la crescita di immigrati musulmani mima quella degli immigrati in generale, si scopre che, a questi ritmi, e senza opporsi, nel 2050 questo comune sarà abitato da una minoranza italiana del 40%. Il resto, tutti immigrati e figli/nipoti di immigrati, sarà composto da un 25% di islamici e un 35% di altra religione. Sono numeri arrotondati.
Se diamo ragione al grafico in alto, il punto di non ritorno per Milano, che la renderà la prima grande città ‘italiana’ a maggioranza straniera, arriverà intorno al 2040, quando la presenza di immigrati islamici e non sarà cresciuta di un fattore superiore a 2.5 rispetto a oggi.
Quindi, se non facciamo qualcosa, i figli di chi oggi va a scuola, conosceranno una Milano dove sono stranieri.
Ovviamente, tutto questo è facilitato dal fatto che gli aiutiamo a moltiplicarsi. A Milano gli aiuti per le famiglie vanno quasi tutte agli immigrati. Se due anni fa i sussidi per il sostegno al reddito per i nuclei familiari con minori andavano per il 65% alle famiglie straniere, ora la percentuale è salita al 76%.
Quelli del Pd puntano alla pulizia etnica degli italiani a Milano.
La Bebè Card va per il 72% va a donne extracomunitarie. E’ come se pagassimo i nostri assassini per ucciderci. E’ masochismo.
Agli immigrati anche il 50% delle borse lavoro e il 68% del Rei.
Capitolo case popolari: secondo l’ultimo dato disponibile, i primi 200 nomi in lista erano in maggioranza stranieri (134) e, di conseguenza, gli italiani erano solo il 33%.
Un dato incredibile dal momento che gli stranieri a Milano sono il 20%: che è un dato drammatico. Che aumenterà, visto che li trattano così bene.
Quando vi dicono che non c’è alcuna invasione, mentono. Non è assolutamente il tempo di votare partiti moderati. Ci potrà salvare solo quello che loro chiamano ‘estremismo’. Anche se ci sono cosiddetti ‘estremisti’ che definiscono ‘fratelli’ gli oltre 5 milioni di immigrati più o meno regolari che vivono in Italia: il fatto che paghino le tasse, poche, non significa che sia bello farsi sostituire. Un’Italia popolata da 60 milioni di immigrati che pagano le tasse non sarebbe più Italia.
Questa è una guerra combattuta a colpi di ‘bambini’. E tutto questo accadrà solo se ci arrendiamo. Ma la resa non è un’opzione.
Perché se già oggi che sono minoranza si permettono di pregare Allah davanti al Duomo, quando saranno maggioranza ne faranno una moschea.



Le donne sono il ventre molle d’europa, cattive con gli umonini europei, e permissive fino a farsi menare dagli islamici.chi e’ causa del suo male pianga se stessa..
fu eva ad accettare la mela dal serpente..
le donne occidentali pensano di far le fighe con il velo,ma forse non sanno che nei paesi islamici non hanno diritti solo doveri e considerate pezze da culo..