Migrante ammazza un uomo a Ventimiglia per il telefonino, avvocato: “Ha tanto disagio”

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C’è il presunto furto di un telefonino all’origine della lite tra due connazionali sudanesi che ieri notte è terminata nel sangue con un migrante di 35 anni che ha accoltellato e ucciso un giovane sotto il cavalcavia di Roverino, a Ventimiglia.

L’omicida è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e lunedì sarà sottoposto a interrogatorio di convalida.

A quanto risulta, avrebbe accusato la vittima di avergli sottratto il telefonino, tra i due è scoppiata una lite e il sudanese ha estratto un coltellino aggredendo il rivale.
“Dal primo interrogatorio – afferma l’avvocato della difesa, Stefania Abbagnano – è emerso un quadro di grave disagio tra questi connazionali, ma non è emersa l’effettiva volontà di uccidere il ragazzo da parte del mio assistito, che anzi non pensava di aver commesso un atto così grave”.
In un primo tempo si pensava che la lite tra i due connazionali fosse iniziata nel centro di Ventimiglia, visto che dalle telecamere risultava che il presunto killer avesse litigato con altri connazionali. Invece quel diverbio si è concluso senza conseguenze, mentre l’omicidio è avvenuto sotto il cavalcavia, sull’argine del fiume Roya, dove da anni i migranti vivono in una tendopoli in attesa di trovare il momento opportuno per espatriare clandestinamente in Francia.
Sembra che l’aggressore vivesse da parecchio tempo in Italia e dopo un primo tentativo di ottenere il permesso di soggiorno si sarebbe pian piano “irregolarizzato”. La vittima sarebbe stata uccisa con almeno cinque coltellate. Le indagini sono condotte dei carabinieri di Ventimiglia, coordinate dal pm Luca Scorza Azzarà della procura di Imperia.

Si è ‘irregolarizzato’. 😂




4 pensieri su “Migrante ammazza un uomo a Ventimiglia per il telefonino, avvocato: “Ha tanto disagio””

  1. È proprio perché hanno tanto disagio, e che noi siamo impossibilitati a garantire loro l’ agio , che desiderano avere immediatamente e senza lavorare, che devono tornare immediatamente a casa loro, o a casa del loro avvocato

    1. Meglio a casa dell’avvocato, tanto sappiamo che il suo onorario è pagato in parte dalle nostre tasse ed in parte “dalle opere pie di soros”. La maggior parte dei liberi professionisti è lavoratori autonomi non hanno queste fortune…..

    1. Ce ne fossero di vicende analoghe! Purtroppo sono fatti isolati.
      Oggetto delle “intemperanze” degli immigrati sono soprattutto donne, anziani e comunque italiani.

I commenti sono chiusi.