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Turchi pagano 2.500 euro per farsi portare in Italia dalla Slovenia

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Martedì pomeriggio 5 ottobre, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Trieste, unitamente a personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno tratto in arresto i cittadini sloveni O.K. cl. 89, O.R. cl. 83, I.D. cl. 94 e I.Š. cl.69 poiché ritenuti responsabili dei reati di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina di 5 cittadini irregolari turchi.

La vicenda si origina dalla segnalazione pervenuta alla locale Sala Operativa, da parte di personale in servizio presso Istituto di Vigilanza Privata che nello specifico comunicava di aver visto alcuni soggetti di carnagione olivastra scendere da un’autovettura, precedentemente notata percorrere la Grande Viabilità Triestina unitamente ad altre tre automobili con targa slovena, per poi allontanarsi a piedi.

Immediatamente venivano fatti convergere sul posto equipaggi delle Volanti e della Squadra Mobile che individuavano le vetture oggetto di segnalazione e, poco più tardi, nei pressi del medesimo luogo, due cittadini extracomunitari di nazionalità turca sprovvisti dei titoli previsti per l’ingresso in T.N..

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I contestuali accertamenti consentivano di acclarare che i migranti rintracciati erano stati trasportati unitamente ad altri tre clandestini, datisi alla fuga prima dell’arrivo degli equipaggi di polizia, a bordo di una delle autovetture fermate e che le ulteriori tre automobili rintracciate antecedevano e seguivano il menzionato veicolo utilizzato per il trasferimento dei migranti, probabilmente con il compito di segnalare l’eventuale presenza di pattuglie delle Forze dell’Ordine lungo il percorso.

Dagli approfondimenti investigativi svolti emergeva che i migranti, una volta giunti in Slovenia, erano entrati in contatto con i passeurs convenendo, quale prezzo per il viaggio illegale verso l’Italia, la somma di € 500,00.

Ovviamente, rimangono in Italia. Finiranno in hotel. Come quelli che vengono bloccati prima di passare la frontiera in Francia. L’obiettivo dello Stato-Pd è solo quello di farne rimanere il più possibile qui, così da foraggiare i Lucano di tutta Italia.




Un pensiero su “Turchi pagano 2.500 euro per farsi portare in Italia dalla Slovenia”

  1. Vi dico un segreto,
    ma non ditelo ad i leghisti

    Anche il Duce non solo voleva costruire una comunicazione con l’islam, ma guardava con simpatia a tutto il mondo islamico.

    L’interesse di Mussolini verso i ‘maomettani’ era persino corrisposto.
    Negli anni trenta si diffusero movimenti giovanili che guardavano al fascismo come fonte di ispirazione,
    dalle ‘Falangi Libanesi’ al Partito Giovane Egitto.

    Mussolini, in verità, il contatto con l’Islam lo aveva instaurato sin da giovane, attraverso letture (Friedrich Wilhelm Nietzsche) .

    Poi c’è quella storia con l’amico Pietro Nenni, di Faenza.
    Tutti e due socialisti e ad un certo punto dei loro percorsi di vita entrambi in piazza per protestare contro il ‘sopruso italiano’ (1911-1912) contro gli islamici libici.
    Manifestazioni di protesta che finirono con il loro arresto e la condivisione, per alcuni mesi, della stessa cella nel carcere di Forlì.

    Nenni e Mussolini diventarono amici, ed anche durante il regime fascista Mussolini stesso intervenne a favore del leader socialista, catturato a Parigi da tedeschi, affinché fosse mandato al confine a Ponza.
    Si rividero lì quando il Capo del governo cadde e fu arrestato.
    A volte il destino fa giri strani.

    Un feeling, quello tra Mussolini e l’Islam, che comunque, senza giocare con gli aneddoti precedenti che alla fine poco dicono, culmina il 20 marzo 1937 quando, tutto impettito su di un cavallo, il dittatore sguaina la ‘Spada dell’Islam’, arma in oro massiccio in realtà cesellata da artigiani fiorentini.

    Tra le amanti di Mussolini c’e stata anche , Haleuia el-Morgani, detta la “Sceriffa di Massaua”, discendente dell’Imam Alì, maestra di una confraternita iniziatica dell’Islam (Khattmyya Tariqa).

    Dopo essere stata ricevuta dal Duce, dichiarerà:
    “Da quando Allah ha voluto che il Duce assumesse la protezione e la difesa dell’Islam, anche la Tarîqa ha assunto importanza maggiore nel quadro della vita religiosa dell’Impero.

    Nessuno è stato con la mia religione e con me così nobilmente largo di ogni aiuto quanto il Duce.
    Egli si è detto lieto e fortunato di conoscere in me la Sharîfa discendente del Profeta Muhammad, che Allah lo benedica e lo conservi.
    Il Duce è nel cuore dei Musulmani di tutto il mondo perché è giusto, coraggioso, deciso e perché difende la loro fede”.

    Ci sarebbero anche altre cose da dire
    ma non voglio dilungarmi troppo
    e poi si tratta di fare la barba all’asino, in cui si perde acqua e sapone.

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