Smentita la bufala “sono qui per fare i lavori che gli italiani non vogliono fare”: degli oltre 5 milioni di regolari, infatti, solo 2.505.000 lavorano. Meno della metà. Il resto? Sussidi.

Lo si evince chiaramente nel 29mo Rapporto Immigrazione 2020 di Caritas italiana e Fondazione Migrantes, intitolato “Conoscere per comprendere”. In Italia ci sono 5.306.548 immigrati residenti, l’8,8% della popolazione. Romania, Marocco, Albania, Cina, Ucraina e India sono i primi Paesi di provenienza.
La ricerca smentisce la vulgata che gli immigrati vengano in Italia per lavorare. Degli oltre 5 milioni di immigrati regolari, infatti, solo 2.505.000 sono i lavoratori stranieri.
Avete letto bene: lavora meno della metà degli immigrati residenti in Italia. Questo è dovuto in parte ai quasi centomila che ospitiamo in hotel come ‘richiedenti asilo’, le migliaia che stanno sul divano col reddito di cittadinanza insieme agli amici di Di Maio.
Ma soprattutto ai famigerati ricongiungimenti familiari che portano genitori di chi lavora, così prendono subito la pensione sociale – parliamo di altri 100mila nullafacenti che in Italia non hanno mai lavorato – oltre a moglie e figli che portano sussidi. Come la famiglia di bengalesi che beccava 60mila euro in sussidi:
Domanda: perché se, in teoria, ci servono 2 milioni di lavoratori, ci dobbiamo anche prendere i parenti?
Posto che almeno la metà di questi lavoratori ruba lavoro ai nostri disoccupati o fa lavori inutili come vendere aste da selfie, se proprio li vogliamo per lavorare, allora lavorino e poi tornino a casa portandosi anche le conoscenze acquisite e dando la possibilità ad altri, a rotazione, di venire a lavorare e acquisire conoscenze. Altrimenti non è immigrazione, è ripopolamento.
Stiamo invece importando povertà e parassitismo. Tutte cose che piacciono alle componenti pauperiste di Chiesa e politica: loro vogliono poveri per sentirsi buoni. E ne hanno bisogno per sfruttare la classe media.
Abbiamo, ad esempio, 860.000 alunni stranieri nelle nostre scuole, 64% nati in Italia. Gli alunni stranieri nelle scuole italiane sono il 10% del totale: un costo enorme. La loro presenza non permette il distanziamento sociale, ad esempio. Impone classi pollaio. E voi pagate le loro mense.
L’immigrazione è un tumore che ci sta uccidendo. Ma che ingrassa la Caritas,
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha dedicato un inquietante report all’immigrazione nigeriana in Italia.

La Direzione Investigativa Antimafia ne ha stilato un altro, sulla presenza sempre più ramificata della Mafia nigeriana nel nostro territorio.
Due rapporti a confronto per un risultato che denuncia il pericolo che l’Italia diventi, come già avvenuto in grandi aree del Paese come Castel Volturno, popolata da enclave dove vige una legge che non è la nostra. Stile banlieus francesi.
Il Rapporto sulla comunità nigeriana ha dipinto un quadro, in termini statistici, abbastanza dettagliato della situazione attuale. I cittadini nigeriani che risultano essere regolarmente soggiornanti in Italia sono 103.985 pari al 2,8% del totale degli stranieri, e sono in prevalenza uomini. Quella nigeriana risulta essere la comunità con la più scarsa partecipazione al mercato del lavoro e con il più alto tasso di disoccupazione, il 34,2%, a fronte di una media del 14,9%. Il Nord Italia rappresenta la prima meta di destinazione per la comunità, accogliendo il 57,9% dei cittadini nigeriani: Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna sono le prime Regioni di insediamento con, rispettivamente, il 15,7% 13,8% e il 13,6% delle presenze. Superiore alla media la presenza nel Mezzogiorno: 19,6% a fronte di una media del 14,3%.
La prima motivazione di soggiorno e di ingresso, per i cittadini nigeriani, è rappresentata dalla richiesta o titolarità di una forma di protezione internazionale. In pratica, sono arrivati con i barconi quando governava il PD.
E fingendosi profughi la mafia nigeriana ha traghettato in Italia i propri soldati.
Rapporto delle DIA
La mafia nigeriana ha una rete “in costante contatto con la madre patria, che è necessario monitorare per prevenire contaminazioni da parte di espressioni estremiste filo-islamiche presenti in Nigeria, dove Boko Haram continua a diffondersi”. E’ quanto emerge dall’ultima relazione della Direzione investigativa antimafia, secondo cui massima attenzione va rivolta agli istituti penitenziari, “per evitare che si alimenti la radicalizzazione”.
Si e’ perfettamente inserita nel nostro territorio, avviando significative sinergie criminali con le organizzazioni mafiose autoctone e diventando essa stessa un’associazione di stampo mafioso. Stiamo parlando della mafia nigeriana cui la seconda Relazione semestrale 2018 della Dia dedica un capitolo a parte, a conferma dell’importanza che questa realta’ sta assumendo in Italia. La stessa Cassazione ne ha esaltato i caratteri tipici della mafiosita’, rappresentati dal vincolo associativo, dalla forza di intimidazione, dal controllo di parti del territorio e dalla realizzazione di profitti illeciti. Il tutto – osserva la Dia – “sommato ad una componente mistico-religiosa, a codici di comportamento ancestrali e a un uso indiscriminato della violenza”. La mafia nigeriana “e’ tribale e spietata, difficile da decifrare nelle dinamiche interne”.
Dal Nord Italia “si e’ diffusa progressivamente su tutto il territorio nazionale, fino in Sicilia, dove ha trovato un proprio spazio, anche con il sostanziale placet di Cosa Nostra”. I nigeriani, al di la’ dell’adozione di “pratiche primitive”, come i riti voodoo, “declinano in maniera sorprendente grandi capacita’ nell’impiego di tecnologie avanzate e nella realizzazione di sistemi finanziari paralleli, grazie ai quali fanno affluire, verso la terra di origine, ingenti somme di denaro acquisite con le attivita’ illegali”. Questa mafia, che ha come riferimento un network criminale internazionale con base proprio in Nigeria, fa affari con la droga e la tratta di persone ridotte in schiavitu’, “non di rado mimetizzate fra i flussi di immigrati clandestini”. La Dia ricorda nella sua Relazione che anche in Nigeria, dove Boko Haram continua a diffondersi, esistono posizioni estremiste filo-islamiche e invita per questo motivo a riservare la massima attenzione verso i nostri istituti di pena “per evitare che si alimentino percorsi di radicalizzazione”. Non a caso la procura nazionale antimafia e antiterrorismo ha attivato e consolidato da tempo un canale di collegamento con la magistratura nigeriana per un costante scambio di dati e informazioni, nell’auspicio che tutto cio’ porti a “investigazioni piu’ mirate e maggiormente efficaci”.
Inoltre l’organizzazione criminale tribale “in Sicilia ha trovato un proprio spazio, anche con il sostanziale placet di Cosa Nostra”.
Il Pd, dal 2013, ne ha scaricati in Italia quasi 100mila, quasi tutti arrivati sui barconi: è come se avessimo traghettato un esercito ostile in Italia.
Fino al 2013, anno in cui il Pd ha preso in mano il governo da solo, con un golpe di palazzo, i nigeriani non erano nemmeno tra le prime dieci nazionalità di ingresso. Poi il boom. In un crescendo che ne ha portati nel 2017 quasi 30 mila in un solo anno. Come se volessero accelerare questo trasferimento in vista dell’arrivo di un nuovo governo.
Ma nessuna procura si è mai sognata di indagare su questo.
Se fosse un processo, l’accusa evidenzierebbe il fatto che per favorirne la permanenza in Italia, dopo averli traghettati, la stessa parte politica aveva inventato una nuova figura di asilo, la ‘protezione umanitaria’, fatta su misura per i nigeriani: che non fuggendo da alcuna guerra, non avrebbero potuto essere accolti.
Accuserebbe poi il Pd di averlo fatto per rifornire le Coop del partito di clienti a spese dei contribuenti. Un accusa particolarmente brillante, potrebbe poi sostenere che lo strano aumento di nigeriani sui barconi, coinciso con l’inizio dell’operazione Mare Nostrum fortemente voluta dal Pd, non sia stata casuale: possibile che il Pd abbia svenduto la sicurezza dei cittadini ‘solo’ per arricchire le coop? O c’era dietro dell’altro?
Detto più chiaramente: qui abbiamo un’organizzazione criminale che vuole trasferire in Italia migliaia di propri soldati, dall’altra parte abbiamo un governo che organizza una sorta di servizio taxi dalla Libia all’Italia, a cui poi si unisce quello privato delle Ong, tutte dai finanziamenti opachi: qui prodest?
Fatto sta che, alla fine, l’esercito della mafia nigeriana è stato trasferito in Italia. Ragazzine sono state uccise. La droga circola a prezzi sempre più stracciati con una distribuzione capillare.
Qui abbiamo il movente. L’arma. E la vittima. Di tutto questo dobbiamo ringraziare il Pd.
Ma pare che nessun magistrato se ne interessi. Invece processano Salvini. Colui che, questo flusso di soldati della mafia nigeriana, aveva bloccato:

Sanatorie e ricongiungimenti familiari hanno fatto crescere la presenza allogena in Italia. Una palla al piede che secondo i liberalprogressisti è indispensabile altrimenti il nostro sistema economico andrebbe al collasso. Tutte minchiate ovviamente. Non credo proprio che senza i vu’ cumprà senegalesi che vedono merce illegale – ed hanno il permesso di soggiorno come lavoratore autonomo – la nostra economia vada in ginocchio. Lo è a prescindere e per ben altri motivi.
Morale della favola, gli immigrati, soprattutto quelli africani, creano solo inutile sovrappopolazione. Sono funzionali solo al ricambio etnico della popolazione, e alle tante troie e froci che vanno sessualmente a contatto con loro.