Imbarazzante comparsata del compagno Draghi all’assemblea di Confindustria, accolto come l’omino del destino dal presidente degli industriali Carlo Bonomi che lo ha definito «l’uomo della necessità». Frase accolta da un imbarazzante lunghissimo e scrosciante applauso dai delocalizzatori presenti in sala.
Finché li riempirà di ‘negri’ e di capannoni, a loro andrà bene.
Confindustria non rappresenta gli imprenditori. Solo parassiti di Stato.


Altro ambiente in cui sappiamo che si dovrebbe fare una bella pulizia.
Da oltre vent’anni Confindustria è in prima linea nel processo di sostituzione etnica dell’Italia. Perché da tanto tempo, le imprese industriali del Nord ad essa associate fanno richiesta di manodopera straniera. Purtroppo lo Stato è debole, perché se fosse uno Stato forte e autorevole non si farebbe imporre le politiche migratorie dagli industriali.
Non per fare il Caronte della situazione, ma la Lega, che dai padroni della fabbrichette del Lombardo-Veneto ha sempre elargito donazioni, da sempre, da un lato fa slogan anti-immigrazione e al contempo asseconda le richieste di questi pseudo-industriali, spesso e volentieri ex operai ignoranti che si sono dati all’imprenditoria.
Corretto adesso sono bocconiani ignoranti