In Italia il Moige fa rimuovere il ‘porca puttena’ di Banfi, nella più avanzata Russia si rimuovono invece gli attori neri, che invece imperversano nelle pubblicità italiane, come se fossimo il Sudafrica.
Le scuse dal produttore di sushi accusato di “fare propaganda” al multiculturalismo: “Non volevamo ferire i russi”.
Un africano, circondato da tre belle ragazze russe, nella pubblicità di un’azienda russa che produce sushi. È stato questo a scatenare l’ira dei cittadini russi che, dopo aver minacciato di morte il proprietario dell’azienda, hanno ottenuto la rimozione dello spot finito sotto i riflettori perché accusato di “fare propaganda al multiculturalismo”.
Secondo un sondaggio dell’anno scorso riportato dal Times, solo il 17% dei russi pensa che ai neri dovrebbe essere permesso di vivere in Russia e appena il 6% ha dichiarato che sarebbe disposto ad avere un africano come vicino di casa.
Oh, guardate, noi non odiamo gli africani. Tutt’altro. Ma se non vi rendete conto che è in corso una massiccia operazione mediatica per abituarvi alla loro massiccia presenza, allora non vi renderete mai conto.
E’ come un bombardamento a tappeto in preparazione dell’invasione di terra. E’ una guerra con altri mezzi. E loro sono le armi. Armi non intelligenti.
Perché non possiamo andare in Cina e sorprenderci per come sono i cinesi? Perché non possiamo andare in Africa e sorprenderci di come sono gli africani? Tutto è uguale. Vogliono una società senza differenze. Sono assassini di popoli.

Poco fa su Raiuno, nel programma “Techetechetè” (che purtroppo ho guardato perché ero coi miei familiari a cena), hanno fatto vedere Wess e Dori Ghezzi, che nel 1974 cantarono il famoso brano musicale “Un corpo e un’anima”. Siamo in epoca post-Sessantotto, e questo sodalizio fu creato dalla casa discografica Durium di Milano (fallita nel 1989), e il fatto chei loro brani ebbero successo di pubblico, dimostra come purtroppo già all’epoca, ovvero quasi cinquant’anni fa, in Italia venne accettato il fatto che una donna bianca possa frequentare un ne(g)ro. All’epoca in Italia di ne(g)ri per strada nemmeno si vedevano, diversamente che in Francia e Gran Bretagna.
Gli anni settanta furono l’epoca in cui la dissoluzione morale, civile e culturale della nostra società prese avvio, per poi aggravarsi nei decenni successivi per arrivare ai giorni nostri, dove siamo giunti ad un punto di non ritorno.
Dubito che quella tra la futura signora De Andrè e quel ne(g)ro fu una partnership solo “artistica”. Quando si tratta dei ne(g)ri il sesso c’è sempre nel mezzo.
Gente seria i russi…A differenza di questo paese di merda svenduto alle lobby terzomondiste dai perdaballe buonisti….