
Approdano a Lampedusa e vengono poi traghettati in Sicilia da navi di linea. Poi vengono smistati dal Viminale lungo la penisola e fuggono diffondendo il contagio.
I poliziotti hanno le mani legate: i migranti in quarantena sono liberi di fuggire. Se reagiscono vengono indagati, come avvenuto ad esempio ad Agrigento, su mandato di Patronaggio per un paio di schiaffi ai clandestini.
Agli agenti è vietato portare l’arma pronta all’uso (pistola e caricatore devono essere tenuti separati), figuriamoci usarla. Ma soprattutto nel caso vedano scappare un clandestino possono solo “invitarlo” a rientrare. Senza usare metodi coercitivi. Sennò è tortura.
“I migranti, anche se positivi al coronavirus – raccontavano i poliziotti – non sono tecnicamente reclusi. Ogni uso della forza da parte nostra per tenerli dentro sarebbe illegittimo. L’ordine che ci arriva è quindi solo quello di invitarli a stare all’interno”. Molti di loro, però, se ne infischiano. “La loro risposta? Ci dicevano: ‘Vaff…, non mi puoi fare nulla. Io vado dove caz.. voglio’. Questo perché i centri di accoglienza non sono centri di espulsione e rimpatrio”.

I centri di accoglienza vanno allestiti – e con altri criteri – nel sud della Libia, ove per tempo di sarebbero dovuti affittare alcuni chilometri quadrati di deserto. Poi, lasciate pure che scappino: manon fate i pirla andando a cercarli. Però sparate su eventuali autocarri che andassero a prenderselo per riportarli sulla costa: unica direzione consentita: sud.
A spese della Libia.
Ovviamente; i sorveglianti dovrebbero essere africani, ma di etnie diverse da quelle dei sorveglianti.
Ovviamente non è il caso d’insegnare loro i diritti umani, né far loro dei corsi di non-violemza (SIC!) come boldrini & C. vogliono fare alle FF.PP.
Ce n’è da denunciare l’intero parlamento/governo per epidemia e strage. CRIMINALI FOTTUTI. Solo sentendosi coperti dai criminali di B/B/P possono agire come se nulla fosse.