Jorginho: “Nato in Brasile ma sangue italiano”

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Joao Santos, agente di Jorginho fresco campione d’Europa con l’Italia: “Sono molto contento, è entrato nella storia del calcio italiano, nessuno era mai diventato campione d’Europa sia di club che con la nazionale allo stesso tempo. Penso capirà da oggi di aver vinto… Quello di ieri è il rigore sbagliato più bello. Alla fine ci ha pensato comunque Donnarumma”.

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“Per me contro la Spagna, che ha regalato il miglior calcio del torneo. Lì è stato fondamentale per evitare che gli avversari segnassero due o tre gol”.

“Il suo obiettivo è il Mondiale in Qatar, questo era solo un aperitivo. È nato in Brasile ma il suo sangue è italiano“.

L’italianità di Frello, Palmieri e Toloi è lo schiaffo in faccia più grande ai pervertiti dello ius soli. O è italiano Giorgino o è italiano Balotelli, tertium non datur.

La federazione italiana dovrebbe battere il Sudamerica palmo a palmo a ‘caccia’ di bambini da portare in Italia coi genitori. Invece vanno a saccheggiare l’Africa.

Se invece del Barcellona Messi fosse stato arruolato dalla Juventus…

E, ovviamente, questa sarebbe solo la ricerca meno importante: lo Stato italiano deve andare alla ricerca di giovani italiani nel mondo da riportare in Italia. Invece di arruolare cleptomani dai barconi.




30 pensieri su “Jorginho: “Nato in Brasile ma sangue italiano””

  1. Lasciando da parte lo “ius”, direi che l’appartenenza o meno a un certo ambito nazionale è difficilmente inquadrabile in modo univoco. Personalmente percepisco come Italiano chi sento simile a me per atteggiamenti, intenzioni, lingua, aspetto, e altre sfumature. In questo senso, percepisco come estranei, e quindi “stranieri”, veramente tanti Italiani.

    Su un piano più diretto, ho una curiosita: Bergoglio lo sentite Italiano o no? La mia risposta è un secco no, con una sfumatura di repulsione. Non basta una parentela, così come non basta un fattore geografico, per fare un tuo connazionale. È una questione complicata, e il fatto che la si debba normare per legge non rende più semplici le cose.

  2. In un passato ormai remoto era consuetudine adattare i nomi di chi si trasferì a rendendoli conformi alla lingua locale. Una consuetudine da riscoprire: quando Yun Chang (nome inventato a titolo d’esempio) giunge purtroppo in Italia, almeno lo si ribattezzi Giovanni Ciango. Se non altro per ragioni pratiche.

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