Spogliatoio spaccato su linee razziali, francesi contro afroislamici, e il lodo Benzema fallito: così i campioni del mondo sono crollati. Come era già accaduto nel 2010 in Sudafrica. Le comunità multietniche sono instabili e alla prima difficoltà implodono, nel calcio come nella vita.
È l’Europeo della Francia, campione del Mondo in carica, partita da ultrafavorita, scivolata al primo ostacolo, neanche troppo insormontabile contro la meritevole Svizzera, tra dubbi tattici, litigi tra giocatori e pure tra familiari, in campo come in tribuna.
Si comincia quindi dalla fine. Ovvero dagli ultimi minuti degli ottavi persi con la Svizzera. La scena madre scoppia sugli spalti, tra i familiari di Rabiot, Pogba e Mbappé. Secondo Rmc, dopo aver sopportato vari commenti negativi del clan del centrocampista del Manchester United rivolti al figlio, la mamma di Rabiot, sacrificato a fare il terzino per la causa, è passata al contrattacco, puntando il dito sul pallone perso da Pogba all’origine del pareggio svizzero, sinonimo di tempi supplementari. Incitata magari anche dallo scambio verbale tra Adrien e Paul, in campo. E poi, Veronique ha allargato le critiche ai genitori di Mbappé, che ha sbagliato varie occasioni e il rigore decisivo, invitandoli a gestire meglio il figlio, troppo pieno di sé, e protetto da certi giornalisti.
Scene già viste in Sudafrica alle prime difficoltà. Ad accendere la miccia è stato l’episodio Giroud-Mbappé, prima dell’Europeo. Dopo l’amichevole di preparazione vinta con la Bulgaria (3-0), il primo ha accusato il secondo di non passargli palloni a sufficienza, il tutto in diretta tv. Il parigino, cui è stato vietato inizialmente di replicare a caldo, si è rifatto in conferenza stampa: “Avrei preferito me lo dicesse in faccia”. Ma il battibecco ha messo in luce pure la frustrazione della punta del Chelsea, costretto a scalare in panchina per far posto all’algerino Benzema.
Proprio con il ritorno di Benzema, riconvocato da Deschamps dopo quasi sei anni, la Francia avrebbe dovuto dare spettacolo. E invece, al di là dell’importante contributo della stella del Real Madrid (4 gol), i Bleus hanno perso quella pragmatica efficacia che li caratterizzava, magari con il meno spettacolare Giroud in pivot. Ma è soprattutto il delicato equilibrio razziale che è crollato.
In campo, con il passar dei minuti, e nonostante i richiami alla calma di Benzema (poi uscito nonostante Mbappé lo implorasse di stringere i denti), dal campo è emersa una tensione sempre più palpabile. E nonostante il 3-1 a 10’ dal termine, la Francia è crollata.
L’esterno del Bayern Monaco, frustrato anche dal ruolo di panchinaro, una volta entrato in gioco al posto di Lenglet, ha rifiutato platealmente la sostituzione nonostante l’infortunio. Ignorando pure l’ingiunzione di Deschamps. Cose già viste in passato. Come l’accesa discussione di tattica tra il c.t. e Pogba, una volta conclusi i tempi regolamentari. Bianchi contro neri. Sempre.

E questo in una partita.
Pensate in una guerra, dove tutte le certezze sociali saltano, e i sacrifici richiesti sono enormi alla popolazione.
Qualche imbecille invece pensa che proprio una guerra potrebbe ‘fondere’ nel sangue i popoli, diciamo che è una scommessa che si fanno, sulla pelle dei popoli, certo, ma anche la loro.
Storiellina “informatica”: Palladium, ovvero ciò che resterà dei PC
In queste ultime ore è emerso che Windows 11 non sarà installabile su PC anteriori alla ottava generazione di processori Intel. E come mai il mio aviogetto non sarebbe in grado di gestire questo cesso di sistema operativo?
Pare che si tratti di “limiti del TPM”. TPM? Già, Trusted Platform Management. E il limite sarebbe che i PC anteriori alla generazione indicata non hanno il chip adatto installato sulla scheda madre o addirittura integrato nella CPU. Che cosa sarebbe questo Trusted Platform Management? In teoria è un sistema che ufficialmente si occupa di gestire la compatibilità dei vari pezzi hardware e dei software. In pratica, essendo un sistema hardware proprietario ed immodificabile, potrebbe tranquillamente essere utilizzato per censura, sorveglianza e “lotta alla pirateria”.
Da dove nasce questa bella idea? All’alba degli anni 2000 la benemerita multinazionale Microsoft lanciò un progetto denominato “Palladium”, poi frettolosamente rinominato “Next Generation Secure Computing Base”. La scusa ufficiale era rendere immuni i PC da spam e virus, la protezione dei dati personali e la garanzia delle transazioni commerciali. I trascurabili effetti collaterali sarebbero l’eradicazione quasi totale di Linux e l’impossibilità di far girare del software privo dei necessari certificati di autorizzazione (che vengono concessi guarda caso da chi?). Non sembrerebbe una cosa così grave, ma in pratica è la materializzazione di tutti i peggiori incubi degli amanti degli standard “open”. Il PC si avvierebbe soltanto tramite il contenuto proprietario di un hardware, esattamente come una console o un Mac. Inoltre si avrebbe un controllo continuo della riproduzione di qualsiasi contenuto: cosa puoi vedere, cosa puoi ascoltare e per quante volte sarà deciso a monte. Dite addio alla vostra collezione di Mp3 o alla vostra rara versione originale del Signore degli Anelli: solo il software certificato da Microsoft potrà girare sui PC e difficilmente credo che autorizzeranno qualsiasi cosa che possa interrompere la “mungitura e controllo” che effettueranno. Sicuramente non autorizzeranno dei lettori di contenuti che possano riprodurre materiale non certificato. Un PC di questo tipo può essere configurato a priori per impedirvi di collegarvi a Vox e addirittura riprogrammare da remoto ed in contemporanea tutte le “macchine Palladium” in modo che impediscano il collegamento anche al nuovo Vox2.
Ecco a voi il prossimo passo della presa di potere delle multinazionali globohomo.
Chi controlla “Palladium” controlla tutti i PC e la libertà di lettura. Niente più tribunale, niente più ingiunzioni: due comandi su un terminale e la censura è fatta in maniera totalmente trasparente ed impercettibile agli utenti.
Purtroppo non c’è solo Microsoft.
Con l’acquisizione di Ati, Amd ha ben pensato di integrare la gpu nello stesso chip del mp.
Risultato che essendo due chip che scaldano molto, ilmonolite creato in estate diventa una piastra ad induzione.
Ma poi integrare cpu,chipset,gpu,a mio parere, ha portato vantaggi economici solo al costruttore perché l’integrazione hardware non lascia quasi nessuno spazio per quanto riguarda le scelte hardware. Una gran fregatura! lla
Hai ragione, la lista dei cattivi è lunga e AMD ne fa parte – gli altri “noti” sono Intel, IBM e HP. Se lo fa HP lo fa anche Dell pure se non è nell’elenco e sicuramente anche ARM, visto che hanno iniziato a fornire i chip ad Apple. Apple lo fa già dal 2006 con i primi Mac Intel.
La maggior parte dei chip “TPM” sono prodotti da Infineon. Infineon è la ex branca di Siemens che si occupava di semiconduttori.
Nota di colore: “Palladium” è un riferimento molto classico alla statua di Atena rubata da Ulisse e Diomede.
Sarà dura spodestare Linux che anzi diventerà sempre piu’ diffuso. Io lo uso attualmente , ho Mint Tricia 9.3 , va benissimo, c’é un sacco di roba gratuita , wine che serve a fare girare i programmi windows alla velocità nativa é sempre piu’ sofisticato e ora ho un sacco dui roba XP che non girava su Windows 10 e gira su Linux. Uso un portabile I5 ottava generazione, su cui già non puoi installare . Insomma una sciccheria. Ad esempio ho installato ilprogramma UFO opensource che ci hai indicato e va benissimo. Lasciate perdere quella merda di windows, passate a Linux, e poi ben presto ci sarà reactOS che attualmente é alla versione 0.4 qualcosa ed é un rifacimento di XP molto piu’ bello e gratuito. https://reactos.org/ . Cosi’ come Twitter l’ho quasi abbandonato e uso GAB. Non lasciamoli fare, SVEGLIAMOCI !
Mai sopportato Windows.
Ho amato al massimo Windows2000.
Oltre Linux, per i server ci sono pure i sistemi BSD che amo pure.
Poi ho Arch Linux installato e non mi manca nulla.