Jihad di Erdogna contro l’Italia: «Turchia dietro l’ondata di sbarchi»

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L’input sono state le parole di Draghi: ‘Erdogan dittatore’. Da quel giorno non si sono fermati gli sbarchi. Devi stare zitto quando non sei in grado di inviare una cazzo di nave militare a fare un blocco delle coste libiche.

C’è Erdogan dietro la recente impennata di sbarchi dalla Libia. Stizzito dalle intempestive parole di Draghi sul ‘dittatore’. E non è neanche escluso che dietro le stesse ong che in questi giorni affollano le coste libiche ci sia lo stesso mondo islamico. C’è il jihad turco a spingere i barconi verso l’Italia. Ce li manda dalla Turchia, i famosi velieri, e anche dalla Libia dove ancora agiscono i reduci della guerra siriana. Veri e propri tagliagole islamici.

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Non solo il bel tempo. Dietro la poderosa ondata di migranti che sta investendo l’Italia emerge anche un ruolo di Erdogan. Il tema è all’attenzione degli apparati militari italiani e di diversi osservatori, tanto da entrare di tendenza su Twitter. Perché, avvertono gli analisti, dietro a quello che succede in Libia, c’è la mano della Turchia. Dalle parti del governo, però, non se ne accorgono. O, come sottolineato da Oscar Giannino proprio su Twitter, fanno «finta di ignorare».

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«Per fortuna qualche fonte riservata militare fa capire in chiaro ciò che la politica italiana in Libia fa finta di ignorare… Erdogan… Ora forse vi è più chiaro perché sparino addosso ai nostri pescherecci e Roma dica loro che è meglio non peschino», ha scritto il giornalista, rilanciando un articolo di Repubblica. «Spari ai nostri pescherecci, messaggi turchi dalla Libia», è il titolo dell’articolo che cita fonti militari. «È come in quel gioco della Settimana Enigmistica: il foglio sembra bianco, ma se unisci i puntini compare il disegno. In Libia ti viene fuori la faccia di Erdogan», ha riferito «un alto responsabile della Difesa italiana» al quotidiano. «In quello che accade oggi in Tripolitania – ha aggiunto – c’è un ruolo della Turchia, che va compreso e analizzato, senza ritardo. Perché sta crescendo un clima ostile all’Italia e all’Europa».

Il ragionamento che circola in ambienti militari e diplomati è, in sintesi, che Libia non si sarebbe avventurata autonomamente in un atto così aggressivo come quello degli spari. Inoltre, c’è il tema della presenza militare della Libia in Tripolitania. Ricorda Repubblica: «La Turchia ha già addestrato centinaia di soldati, ad Ankara e nelle loro stesse basi libiche. Ha avviato la ristrutturazione di una grossa base aerea ad Al Watyiha, verso la Tunisia. Un aeroporto dove farà scendere i suoi caccia F-16. Ma soprattutto ha iniziato ad occuparsi dell’addestramento della guardia costiera e della Marina di Tripoli e Misurata». In questa cornice si inserisce il tema dei migranti. «È come se avessero in mano le chiavi per aprire o chiudere il flusso di migranti verso l’Italia», ha detto un ammiraglio al giornale.




2 pensieri su “Jihad di Erdogna contro l’Italia: «Turchia dietro l’ondata di sbarchi»”

  1. L’ideale sarebbe organizzare una spedizione militare in Tripolitania. E in futuro sarà inevitabile al fine di riportare i clandestini africani donde sono venuti.
    L’Italia dovrebb’essere presente militarmente nella regione di Tripoli per tutelare la sicurezza nazionale e gl’interessi economici.
    Dovremo suonargliele ai Turchi, come nel 1911.
    Altrimenti, se presto, molto presto, non ci sveglieremo, ci ritroveremo i Turchi dirimpettai sia in Albania sia in Libia.
    Da sud, influenzeranno o determineranno le ondate di clandestini e da est ci minacceranno colla crescente presenza militare. E il passo da Valona a Otranto è corto, molto corto.
    Inoltre, qualora la Turchia dichiarasse la guerra che tanto brama, l’Ellade sarebbe aggredita non solo dalla Tracia e dall’Egeo, ma anche dall’Epiro. Dunque, l’Italia e la Grecia hanno interesse ad allearsi saldamente in funzione antiturca.

    Albania e Montenegro devono tornare a gravitare attorno alla nostra orbita. Sono il nostro giardino. La Turchia non deve avere voce in capitolo nei Balcani. La presenza turca dovrà essere debellata anche dalla Bosnia, dal Cossovo e dalla Macedonia.

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