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Il giornalista del Papa intercettato al telefono col radiotaxi dei clandestini

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Secondo quanto appreso dall’AdnKronos, tra le trascrizioni delle intercettazioni relative a questa vicenda:

Il ministro degli immigrati vuole affossare l’inchiesta sulle Ong

Finite nelle carte dove gli inquirenti della Polizia Giudiziaria, tra Sco, Squadra Mobile di Trapani e Guardia Costiera, hanno inserito le intercettazioni, ci sarebbe anche uno strano colloquio tra il giornalista di Avvenire, Nello Scavo, e don Moussie Zerai, uno dei primi indagati la cui posizione è stata stralciata in sede di conclusione delle indagini. Così come anche le chiamate che coinvolgono sempre don Moussie Zerai. Saranno oggetto di un’altra indagine.

Da notare che Avvenire è il giornale dei vescovi finanziato dai contribuenti italiani con decine di milioni di euro. Mentre Zerai è il fondatore del servizio di radiotaxi per scafisti Alarm Phone, nonché condannato per traffico di droga:

L’amico di Boldrini ha fondato il Radiotaxi dei clandestini: arrestato per traffico di droga – VIDEO

Sarebbe davvero interessante sapere cosa si sono detti.

Ricordiamo che Scavo è noto per avere mostrato a Bergoglio video falsi di torture in Libia che, in realtà, erano stati girati in Brasile. Con foto diffuse dallo stesso giornale.

Intanto, governi seri:

ANTITERRORISMO INDAGA ONG SEAWATCH E ALARM PHONE: “ASSOCIAZIONE CRIMINALE”

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Secondo l’indagine il centralino fondato da un ex trafficante al centro delle attività delle Ong.

Accusati di reati gravi 35 membri di organizzazioni non governative (ONG) che operano a Lesbo. Su di loro indaga la direzione per la sicurezza di Mytilene dopo un’indagine a cui hanno partecipato l’EYP, la direzione antiterrorismo e l’intelligence della polizia ellenica. Si tratta principalmente di cittadini di Germania, Francia, Norvegia e Austria, che la Polizia accusa di aver costituito un’organizzazione criminale, facilitando il movimento di immigrati clandestini dalla Turchia a Lesbo e persino di spionaggio.

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Gli accusati sono membri di quattro organizzazioni non governative che operano nell’Egeo orientale ma anche in Italia come la famigerata Sea Watch. Almeno due di loro sono correlati, poiché hanno sede allo stesso indirizzo, a Berlino. In cinque casi presumibilmente hanno facilitato il movimento dei migranti e in altri 27 hanno tentato di facilitare il loro trasferimento dalla Turchia alla Grecia.

Al centro dell’indagine dell’antiterrorismo c’è il radiotaxi degli scafisti “AlarmPhone”:

Alarm Phone, il radiotaxi per scafisti fondato dal trafficante di droga

La tecnica è nota: gli scafisti telefonano al servizio telefonico che poi triangola alle autorità evitando così contatti tra le Ong e i trafficanti.

Secondo la Polizia, il funzionamento della piattaforma è infatti operativamente supportato dalla nave “Mare Liberum”, che è ancorata a Lesbo. Infatti, 24 dei 35 coinvolti nel caso hanno partecipato come equipaggio della barca durante le indagini, cioè da giugno a inizio settembre. Il resto partecipa ai consigli di amministrazione delle quattro ONG sotto inchiesta. Il 5 settembre, la Guardia Costiera e la Polizia hanno sparato contro l’imbarcazione gestita dall’ONG Sea Watch.

I membri dell’equipaggio sono stati portati e rilasciati dopo che l’ONG ha contattato l’ambasciata tedesca ad Atene. Tutti i dispositivi elettronici a bordo sono stati sequestrati. Dall’indagine è ora emerso che i membri dell’equipaggio hanno registrato le comunicazioni degli ufficiali della Guardia Costiera (quindi spionaggio a favore dei trafficanti), e distribuivano materiale cartaceo ai clandestini sull’esistenza e il funzionamento di ‘”AlarmPhone”. È emerso inoltre che anche i volontari europei hanno avuto contatti con clandestini in Turchia. Si tratta di immigrati che avevano tentato di raggiungere un’isola greca in barca, senza successo. Hanno inviato informazioni, ma principalmente foto e video delle operazioni della guardia costiera nell’Egeo orientale.