Allarme sbarchi, Crisanti: “Varianti sfuggono a test rapidi”, quelli fatti ai clandestini

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Uno studio del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Universita’ di Padova, diretto dal prof. Andrea Crisanti, ha dimostrato che le varianti genetiche del gene N possono compromettere la capacita’ di usare i test antigenici sia per la diagnosi che per i test di massa. In Italia, come in molti Paesi europei, i test antigenici stanno guadagnando molta popolarita’ e sono sempre piu’ utilizzati per indagini di massa. “Prove di laboratorio hanno inoltre dimostrato che questa problematica e’ comune a test antigenici sviluppati da diversi produttori” dice Crisanti, secondo il quale “l’uso di massa dei test antigenici rapidi puo’ favorire involontariamente la diffusione di varianti virali non rilevabili da parte di questi test contribuendo, cosi’, alla loro libera circolazione e all’inefficacia del loro contenimento”.

E quelli ‘rapidi’ sono gli stessi che fanno a chi sbarca. Così entrano le varianti in Italia.

Fino all’estate scorsa non hanno fatto tamponi ai clandestini. Poi sono passati ai tamponi rapidi. Con il risultato di clandestini negativi allo sbarco e positivi una volta smistati in tutta Italia.

Questo perché con il tampone antigenico rapido, non si estrae RNA, ma si cerca l’antigene. La presenza del virus è rilevata tramite la reazione tra antigene (la Spike protein del virus) e anticorpo, che è presente all’interno del test.

Il tampone antigenico che ha una prestazione del 70%, ovvero su 10 positivi ne prende 7.

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Per ovviare a questo difetto di sensibilità dei tamponi antigenici (che ricercano l’antigene rispetto ai tamponi molecolari che invece identificano l’Rna, ndr) gli antigenici dovrebbero essere fatti tutti quanti possibilmente nello stesso giorno e ripetuti dopo 5 giorni. Ovviamente, con i clandestini che sbarcano non accade.

Se si fa lo screening con gli antigenici una volta sola e per di più diluito nel tempo succede che si lascia il 30 per cento dei positivi con una capacità di moltiplicazione del virus.

Ergo, è molto probabile che 1/3 di chi sbarca e viene indicato come ‘negativo’ sia, in realtà, un falso negativo. Per non parlare del fatto che i test non individuano le varianti come quella africana.

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2 pensieri su “Allarme sbarchi, Crisanti: “Varianti sfuggono a test rapidi”, quelli fatti ai clandestini”

  1. finalmente avremo anche noi la nostra variante: la chiameremo variante clandestina…. o forse sarebbe piu politicamente corretto chiamarla la variante migranta?

  2. Allarmi allarmi…ma i porti restano sempre aperti.Vaffanculo.Dio vi mandi un colpo.E già che ci siamo pure un cancher.

I commenti sono chiusi.