SBARCATI QUASI 1.000 CLANDESTINI POSITIVI DALL’INIZIO DELL’ANNO: SBARCHI +77%, COSI’ ENTRANO LE VARIANTI

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Ecco come sono entrate in Italia le varianti. Li sbarcano infetti e poi li diffondono sul territorio mentre voi siete chiusi in casa.

E sono numeri sottostimati, perché ai clandestini che sbarcano fanno il tampone rapido. Con il tampone antigenico rapido, non si estrae RNA, ma si cerca l’antigene. La presenza del virus è rilevata tramite la reazione tra antigene (la Spike protein del virus) e anticorpo, che è presente all’interno del test.

Il tampone antigenico che ha una prestazione del 70%, ovvero su 10 positivi ne prende 7.

Per ovviare a questo difetto di sensibilità dei tamponi antigenici (che ricercano l’antigene rispetto ai tamponi molecolari che invece identificano l’Rna, ndr) gli antigenici dovrebbero essere fatti tutti quanti possibilmente nello stesso giorno e ripetuti dopo 5 giorni. Ovviamente, con i clandestini che sbarcano non accade.

Se si fa lo screening con gli antigenici una volta sola e per di più diluito nel tempo succede che si lascia il 30 per cento dei positivi con una capacità di moltiplicazione del virus.

Ergo, è molto probabile che 1/3 di chi sbarca e viene indicato come ‘negativo’ sia, in realtà, un falso negativo. Per non parlare del fatto che i test quasi certamente non individuano le varianti come quella africana.




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