“Italiano costretto a vivere in un camper”, racconta la sua storia e Amazon lo licenzia

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BigTech è il nuovo feudalesimo. Uno Stato serio deve distruggere questi monopoli. Vanno schiacciati. O loro stanno schiacciando noi come tante formiche.

Massimo Straccini, 58 anni, di Ferrara, magazziniere di Amazon costretto a vivere nel parcheggio dello stabilimento di Rovigo perché senza le garanzie necessarie per ottenere un alloggio in affitto, è di nuovo disoccupato. Il contratto di tre mesi con il gigante dell’e-commerce è scaduto e non gliel’hanno rinnovato.

“Nella mia squadra sono l’unico a cui non l’hanno rinnovato. Temo di essere stato penalizzato perché ho raccontato la mia storia”, dice rassegnato.

Dove sono i sindacati? Dove è la CGIL? Quella che -una volta- difendeva e rappresentava davvero i lavoratori . Serve ricostruire un sindacato conflittuale e di classe che, invece di andare ai tavoli della concertazione per avere qualche privilegio per i sindacalisti, voglia davvero svolgere la propria funzione sociale contro questi mostri della concentrazione globalizzata.

Sono impegnati ad occuparsi di clandestini, uomini che si vestono da donna e del riscaldamento climatico.




3 pensieri su ““Italiano costretto a vivere in un camper”, racconta la sua storia e Amazon lo licenzia”

  1. Una sola volta nella mia vita ho comprato da Amazon.Troppo caro per portarsi a casa cineserie.Troppo cari anche i prodotti acquistati da terzi fabbricati in europa.Tra Amazon ed i loro siti la differenza dei costi è abissale.

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