Tunisini sbarcano e vanno a caccia di donne: massacrate di botte

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Ennesima violenza in una stazione. Vittima, ancora una volta, è una donna, rapinata del telefonino dopo essere stata massacrata di botte. È successo, come riferivamo ieri, martedì 5 gennaio, in stazione a Cesano Maderno, dove un tunisino irregolare ha selvaggiamente picchiato una 28enne che stava rientrando a casa dopo il lavoro per portarle via il cellulare e del denaro:

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L’immigrato è stato poi inseguito e arrestato dai Carabinieri di Desio e Cesano Maderno, ai quali ha cercato di sfuggire lanciando loro dei sassi, mentre la giovane è stata soccorsa e ricoverata in ospedale.

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“A costo di rischiare di essere ripetitivo – ha sottolineato in una nota l’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato – non posso non rilevare che troppo spesso queste persone, che arrivano in Italia e nella nostra regione irregolarmente, vivono di espedienti criminali e rappresentano per la comunità tutt’altro che risorse”.

Nel 2020, secondo dati del Ministero degli Interni, sono ben 12.883 i tunisini sbarcati sulle nostre coste “e viene spontaneo chiedersi dove siano, cosa facciano e per quale motivo vengano in Italia”.

“A giudicare dal numero di fatti delittuosi di cui si rendono responsabili, la risposta sembra scontata – rileva De Corato – L’ipotesi più probabile è infatti che questi delinquenti scappino da una giustizia che al loro Paese, per reati analoghi, nella migliore delle ipotesi li metterebbe in galera a vita e si approfittino del buonismo dei nostri governanti e delle maglie larghe delle nostre leggi.

“E’ evidente che un numero così alto di irregolari e delle problematiche di sicurezza che ne derivano ha come unico responsabile il centrosinistra, il quale con la sua politica dei porti aperti ha favorito le partenze da Tunisi”.