Immigrati padroni: “state zitti italiani di mer…” – VIDEO

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La situazione nel parco della Montagnola, a Bologna, è di assoluto controllo del territorio da parte di gang africane di spacciatori.

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In questo video girato tempo fa durante una protesta dei cittadini, uno degli afroislamici che infestano il parco per spacciare ha aggredito i manifestanti, invitandoli a “tornare a casa loro”.

La zona è fuori controllo da anni:

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Con arresti che poi finiscono nel nulla:

Secondo il questore di Bologna: “L’attività di spaccio all’interno del Parco della Montagnola analoga alle piazze di spaccio napoletane tipo Scampia, con un giardino pubblico sostanzialmente sottratto all’uso di persone che non siano spacciatori o assuntori di sostanze stupefacenti aventi un organizzazione “a geometria variabile” con soggetti e modalità continuamente interscambiabili, peraltro portate avanti da diverse compagnie raggruppate su base etnica.”

Durante una manifestazione contro lo spaccio, a seguito dell’aggressione dell’inviato di Striscia Brumotti, uno degli afroislamici che infestano il parco per spacciare ha aggredito i manifestanti, invitandoli a “tornare a casa loro”.

La reazione ci piace:




12 pensieri su “Immigrati padroni: “state zitti italiani di mer…” – VIDEO”

  1. Hanno questa abitudine infatti. A me era capitato circa due anni fa, più o meno, una tizia straniera sul bus durante un alterco, non ricordo ora perché nacque, cosa le contestai, spesso le redarguivo per mancanza di educazione, mi disse proprio “vai a casa tua”. La mia reazione ve la lascio immaginare. Mi chiesi poi, a mente fredda, cosa poteva indurla a proferire una frase simile, i miei colori non troppo mediterranei (mi immaginava russa, slava…) o lei si sentiva tanto padrona in Italia da considerare me un intrusa?

    1. Sicuramente c’è “qualcuno” che fomenta tali idee. Si tratta di lotta contro il fascismo, quindi tutto è lecito, no?

    2. Si sentono più in diritto di stare in ItaGlia (e d’esistere) che non un “fassista”: ma credo che volesse intendere “casa” nel senso di edificio in cui abiti. Sono troppo primitivi per concepire certe locuzioni in senso lato: non diversamente dai loro mentori drogolosi centrosocialari.

      1. Indipendentemente; il risultato non cambia. Si sentono i padroni perché non solo è loro concesso e regalato tutto, ma i soliti noti gli riempiono il minuscolo cerebro di una lurida retorica autolesionista che in tutti i paradisi multietnici e multiculturali sta creando le famose tensioni razziali che tanto dicono di voler combattere.

        1. Certo. Non conoscono il concetto di sacrificio come gli autoctoni quando hanno dalla loro uno stato mammona che finanzia pure gli studi e corsi di formazione professionale.

      2. Ragionamento kalergiano. I nuovi popoli forgiati da immigrazione e mescolanze come casa e patria riconoscono solo il proprio domicilio. Tutto il resto apparirebbe come un mondo ostile che è possibile usarlo come una macchina a gettoni(denaro).

  2. E voi pensate di risolvere queste cose con una fiaccolata di persone vestite a festa?
    Siete fuori strada, ma molto fuori strada.
    Solo il metodo Duterte potrebbe ripulire la merda accumulata in decenni di menefreghismo.

    1. Si potrebbe fare: ma siamo in ItaGlia, la patria della petalosità accogliona e “civile”, che, per ordine di un reich che mira a farsi vedere “redento”, spalanca il proprio culo a elementi sporcatori della società (sempre ben accolti e coccolati perchè “fanno colore e ci tengono spensierati”, come disse un merdoso comunistardo…) ma minaccia le persone perbene e moralmente integre.

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