Animali impiccati al balcone africano per cucinarli: polizia ‘tranquillizza’

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Il tutto succede in centro a Torino, vicino a Porta Palazzo, quartiere ormai non più italiano, dove due anni fa i vigili avevano sequestrato in un banchetto nigeriano spiedini di topo e nutrie arrostite. L’usanza tipica della cucina etnica dei paesi del Terzo Mondo africano. Che, ‘grazie’ all’immigrazione, sta prendendo piede anche in Italia.

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“È inaccettabile, in questo Borgo quasi tutto è consentito nell’indifferenza delle istituzioni cittadine” il commento a caldo di Patrizia Alessi.

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Secondo la Polizia municipale e i veterinari dell’Asl intervenuti a seguito di segnalazioni, sarebbe stato accertato che non si tratta di nutrie o altri mammiferi bensì di pollame affumicato. “Gli specialisti veterinari – ha dichiarato agli organi di informazione il Comando della Polizia municipale – hanno concluso che non ci fosse alcuna violazione di norma igienico sanitaria: questo per precisare che le istituzioni non sono affatto indifferenti, almeno per quanto riguarda il Corpo di Polizia della Città di Torino e l’Asl competente”.

Se lo dicono i vigili della Appendino, potete crederci.




8 pensieri su “Animali impiccati al balcone africano per cucinarli: polizia ‘tranquillizza’”

  1. Questo è l’arricchimento culturale dovuto all’immigrazione. Specie quella africana poi, che è la peggiore in assoluto, a prescindere dalla quantità. Che siano 10.000, o che siano 1 milione (che più o meno la cifra reale degli africani in Italia, compresi i naturalizzati), sono una rottura di ca**o.

    E forse proprio perché sono i peggiori tra gli immigrati, seguiti dagli arabo-islamici, che vengono difesi e coccolati dai media liberalprogressisti. Non a caso, i numerosi casi di cronaca che vedono violenze africane sugli italiani (e sugli animali), vengono nascosti dai grandi media e a stento ne parlano quelli locali. Mentre invece quando si verificano quei pochi casi di violenze da parte di italiani nei confronti degli africani, gli viene dato ampio spazio e data notevole enfasi creando un inesistente “allarme razzismo”.

    Persino i fatti di Castelvolturno del 2008, quando furono eliminati 6 ne(g)ri dà parte della camorra, i media allora parlarono di “razzismo”, anche per omettere un’altra verità, che quelli erano delinquenti collusi coi clan camorristi locali. Perché si sa, i media hanno questa abitudine di fornire un’immagine (falsa) dell’africano come buono, pacifico e integrato.

  2. Ma vaffanculo polizia di merda, a tranquillizzarci saremo noi quando gli immigrati che tanto difendete vi uccideranno

I commenti sono chiusi.