Imam moderato: “Donne si sposino da bambine o si deprezzano”

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Per Boldrini sono risorse che arricchiscono la nostra società

Secondo una di queste risorse, l’imam Azhar Idrus, “le ragazze si sposano in età avanzata a causa dell’educazione, aggiungendo che hanno circa 28 anni quando hanno finito l’università” e che “a 28 anni, nessuno vuole sposare una donna ormai deprezzata”.

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Quindi, per l’imam, l’età ideale perché una femmina si sposi è non oltre i 15 anni, età dopo la quale una ragazzina inizia a deprezzarsi.

Azhar ha anche aggiunto che è haram (vietato) per le adolescenti in età da marito fare amicizia con gli uomini a meno che l’intenzione sia quella di sposare l’uomo.

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“Anche dopo aver finito la scuola, è haram fare amicizia con gli uomini in qualsiasi modo”, ha aggiunto.

In una domanda sugli uomini che mantengono le foto di altre donne, Azhar ha detto che le donne musulmane non dovrebbero fare foto negli studi fotografici di proprietà dei non musulmani.




22 pensieri su “Imam moderato: “Donne si sposino da bambine o si deprezzano””

  1. Gentucola che piace a chi desidera genti acefala da sottomettere.
    Questi Imam se non fossero musulmani, lavorerebbero per Scientology o altre sette.
    Il fatto che le donne devono essere giovanissime sembra funzionale a frenesue riproduttive.

  2. Purtroppo il documentario lo vidi quattro anni fa su raitre ed il titolo non me lo ricordo. Era la storia di una ragazzina pakistana che era riuscita a scappare da una famiglia che l’aveva già venduta ad un promesso sposo. Lei era scappata perché voleva studiare canto ed ovviamente la famiglia si oppose, la sua situazione venne segnalata ad un’associazione iraniana, che si occupava, di ragazzine maltrattate. Lì fece amicizia con altre coetanee, “tutte già vendute” a mariti futuri di età avanti e che nemmeno conoscevano. La ragazza continuò a studiare, perché il suo sogno erdi andare in America. Lei studiava e seppure questa associazione seguiva i dettami del Corano,, la ragazza riuscì lo stesso ad andare in America.
    Nella loro usanza, quando si hanno figli e figlie, le prime a sposarsi o meglio fatte sposare, sono le ragazze, perché è il “maschio che paga” e con i soldi ricavati che erano già stati pattuiti, il fratello, a sua volta, può comprare la futura sposa.
    Sicuramente nelle famiglie borghesi o ricche questo non accade, alle figlie, però di fatto quando vengono qua, “comprano” oltre ai beni materiali, anche la sudditanza del popolo occidentale. Alcuni anni or sono una principessa araba venne in Italia a trascorrere le vacanze al mare ed oltre ad affittare l’hotel per sé ed il suo staff, una parte di spiaggia, (quella gestita da un bagnino), volle che le fosse riservata e recintata con quei teli neri, perché non doveva essere vista. Poco importava se quel tratto di bagno fosse già appannaggio di vacanzieri che avevano prenotato in anticipo. Ovviamente per questo favore pagò, profumatamente.
    L’accoglienza turistica va bene, ma la sudditanza verso persone, che poi mandano i loro “tirapiedi” a mettere soqquadro le città, per poi utilizzare le nostre leggi per sottometterci alle loro non mi va bene.

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