Imam moderato: “Donne si sposino da bambine o si deprezzano”

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Secondo una di queste risorse, l’imam Azhar Idrus, “le ragazze si sposano in età avanzata a causa dell’educazione, aggiungendo che hanno circa 28 anni quando hanno finito l’università” e che “a 28 anni, nessuno vuole sposare una donna ormai deprezzata”.

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Quindi, per l’imam, l’età ideale perché una femmina si sposi è non oltre i 15 anni, età dopo la quale una ragazzina inizia a deprezzarsi.

Azhar ha anche aggiunto che è haram (vietato) per le adolescenti in età da marito fare amicizia con gli uomini a meno che l’intenzione sia quella di sposare l’uomo.

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“Anche dopo aver finito la scuola, è haram fare amicizia con gli uomini in qualsiasi modo”, ha aggiunto.

In una domanda sugli uomini che mantengono le foto di altre donne, Azhar ha detto che le donne musulmane non dovrebbero fare foto negli studi fotografici di proprietà dei non musulmani.




22 pensieri su “Imam moderato: “Donne si sposino da bambine o si deprezzano””

    1. No, quello che fa comodo è credere che non lo siano, salvo giustificarle con le più ridicole scuse. E poco importa che questo stia in Malesia, il problema è che ce ne siano anche di peggio tra noi.

      1. “quello che fa comodo è credere che non lo siano” tu prendi un predicatore indipendente e lo usi a metro del comportamento di decine di milioni di persone, giusto? Arbitrariamente. “il problema è che ce ne siano anche di peggio tra noi” probabilmente di tipi del genere sono presenti anche in Italia. Trovo sempre curioso che proprio su Vox, la community che fa della libertà di espressione, sempre e comunque, una delle sue bandiere, si chieda, alla prova dei fatti, di censurare quelle degli altri solo perché non piacciono o sono molto discutibili. Se ci sono dei profili penali sarà un giudice a deciderlo. Se Trump è libero di dire le sue stupidaggini figurati se non lo può fare un misero predicatore troglodita malese…

        1. Ma quale censurare, sono felicissimo che il predicatore malese parli e si sputtani da solo, e finchè resta a casa sua dei suoi profili penali non potrebbe importarmi di meno.
          Ma ripeto, il problema sono quelli tra noi, e ti assicuro (ma non entrerò nei dettagli) che di gente varia qui ne ho vista parecchia, e in giro c’è pure di peggio. Suppongo tu intendessi dire però, che ci sono anche italiani megastronzi, ed è senz’altro vero, ma non certo una buona ragione per tollerare la presenza di quelli importati.

  1. “Sono le loro usanze” questo è quello che fa comodo credere…

    Si caro IgG, o chi la chiama cultura, anche se non è una anti cultura ed accettiamo lo, dal punto di vista lessicale, come usanze.
    Come è usanza sempre il non augurare il buon natale, perché contamina, come usanza è considerare la donna una merce. Sì io ho visto, oltre che aver letto dei libri ed articoli di giornale, documentari, in cui le ragazzine promesse spose ancora lattanti, valgono dai due mila ai diecimila euro. Una bella cifra considerato lo stile di vita, molto più basso rispetto a noi e che una “stilista” politica, vorrebbe che ci fosse qui. Ecco perché più le ragazze crescono e meno valgono, in termini economici. Tra le loro usanze, ci sono sempre, il misconoscere leggi diverse dal corano, evitare contatti tra fedeli ed infedeli e questo lo si vede già nelle ultime classi delle elementari, dove molte volte, le relazioni tra studenti sono ridotte al minimo sindacale.
    Altra usanza per i più puri è non rispettare le culture e le tradizioni del posto in cui vivono, vedasi donne girare con il burqa,igiab, che non permettono il riconoscimento facciale.
    Altra usanza è il non mangiare la carne di maiale e carni, anche diverse dal maiale, preparate dagli infedeli, in quanto sospette di essere impure e contaminate da chissà cosa.
    Anche gli ebrei non mangiano il maiale, alcuni sono indifferenti, altri la evitano, ma se c’è in un piatto, non si sognano di odiare o di ammazzare, la lasciano lì.
    Altra usanza, per i fedeli al corano, che stanno crescendo anche tra i più piccoli, è accettare l’omicidio per Allah. Tutto fatto per Allah, va bene, secondo loro.
    Io credo che in certe religioni bisogni mettere dei paletti, nel senso che se è ammissibile la soppressione e l’oppressione di chi non crede, o professa religioni diverse, nel nome di Allah in questo caso, lo stato in cui essi sono ospiti o nati deve dire che cozzano contro le leggi costituzionali, naturali e logiche e quindi di impedire questi atti.

    1. “in cui le ragazzine promesse spose ancora lattanti, valgono dai due mila ai diecimila euro” probabilmente da qualche parte sarà anche accaduto o continua a accadere. Dubito che una famiglia “borghese” accetti queste pratiche. Pratiche che avendo un lucroso tornaconto economico hanno a che vedere molto con la sopraffazione di alcune persone verso le famiglie più povere. E stiamo parlando di situazioni in cui non specifichiamo chi, dove e perché. Estrapolare arbitrariamente delle situazioni locali in ambiti totalmente differenti è fuori luogo. Se vuoi parliamo di situazioni concrete e non di “loro hanno queste usanze”. Per i commenti mi attengo al caso in questione.

      1. Ecco, il problema è non specificare chi, dove e perchè. Dove sono tipiche queste cose, in quali culture? Tra quali popolazioni? E visto che ricchezza e povertà sono ovunque, perchè in alcuni contesti si e altri no? Il predicatore è forse un poveretto che si ritrova a “dover” vendere la figlioletta per campare? Tutto indica una questione culturale, non economica, anche se ovviamente le condizioni economiche sono spesso correlate al livello di istruzione.

I commenti sono chiusi.