La magistratura ideologicamente corrotta è il cancro che corrode questo Paese.

A chiedere questa vergogna è la Corte di Cassazione.
I giudici del tribunale sedicente supremo hanno annullato con rinvio l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Milano del 27 novembre 2019 che riconobbe la continuazione tra i due reati per cui l’uomo venne condannato – gli omicidi e i tentati omicidi – calcolando un totale di 42 anni di reclusione, ridotti a 28 perché il processo fu celebrato con rito abbreviato (per legge prevede lo sconto di un terzo della pena).
Tra le motivazioni avanzate dai legali di Kabobo e accolte da questi presunti magistrati il fatto che “l’ordinanza impugnata si è limitata a indicare gli aumenti di pena, rilevando la conformità della scelta compiuta rispetto al parere del pubblico ministero, annotazione che, senza alcuna indicazione delle argomentazioni condivise, non rende ragione della decisione assunta”.
Kabobo oggi si trova recluso nel carcere milanese di Opera. Riceve cure psichiatriche e nel 2018 era uscita la notizia che avesse iniziato a lavorare, consegnando il vitto agli altri carcerati, e seguire lezioni di italiano e un programma di studio scolastico per le elementari.
Questo ha ammazzato tre italiani e lo hanno condannato a 28 anni, che già è una pena ridicola. Così come ridicola è la legge sul processo con rito abbreviato per reati che non sono neanche da provare.
La ‘giustizia’ italiana fa schifo. Lo Stato italiano fa schifo. Va picconato.
Guede, condannato a 16 anni per omicidio è giù uscito, dopo una vacanza di qualche anno in carcere. Presto toccherà a Kabobo. E’ tempo di ripristinare la pena di morte. Anche per i politici.

Sul fatto dello stato pontificio non lo so, anche perché abbiamo visto, o per lo meno studiato, che non sempre la Sacra Romana Chiesa, corrispondeva e corrisponde alla Sacra Cristiana Chiesa.
Sono sempre stata contraria alla pena di morte, perché credo in una seconda possibilità, in quanto ci sono vittime innocenti condannate, che se venissero giustiziate , non ci sarebbe una regolare revisione del processo, specialmente in caso di voluta sostituzione etnica.
Resta il fatto che l’ Italia è diventata il paese dell’impunibilita’, specialmente per chi arriva con i barconi.
Sarebbe sufficiente che la legge fosse uguale per tutti ed applicata a tutti.
La magistratura politicamente corrotta, sa che il loro operato è contro ogni logica e legalità, ma visto la slealta’, con cui emettono certe sentenze, questo comporta il ricorso in tribunale, da parte delle vittime, per un giro di soldi, compiono queste azioni.
Non tutte le vittime possono permettersi di sostenere spese processuali, per fare ricorso e pertanto restano tali.