Tunisini, sbarcano e prendono a morsi medici e poliziotti per giocare a calcio

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Sbarcano, finiscono in carcere, e poi esigono di giocare a calcio. Altrimenti pestaggi e morsi.

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Nuova aggressione al carcere di via dei Tigli a Biella. L’episodio è accaduto nella serata di venerdì 27 novembre e a diffondere la notizia è Raffaele Tuttolomondo, segretario regionale SiNAPPE (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria): “Un detenuto di origine tunisina – si legge nella nota stampa – dopo essere stato accompagnato al reparto Infermeria essendosi ferito mentre giocava a calcio nel campo sportivo, è stato sospeso dalle attività sportive a causa di una storta alla caviglia.

Il detenuto, non accettando la sospensione, è andato in agitazione pretendendo che il sanitario strappasse il certificato medico. Invitato alla calma l’uomo non ha voluto sentire ragioni e ha iniziato a picchiare con violenza il preposto al servizio, prendendo a morsi, calci e pugni tre poliziotti penitenziari che nel frattempo erano giunti sul posto. Immediatamente gli operatori sono stati accompagnati in ospedale per le cure del caso, dove sono stati refertati per trauma facciale e lesioni con 10 giorni di prognosi salvo complicazioni”.

Tuttolomondo sottolinea anche che “alla Casa Circondariale di Biella, purtroppo, si è persa la totale gestione del sistema e si registra un malcontento generale tra tutto il personale di Polizia Penitenziaria. Servono con la massima urgenza nuovi agenti per ampliare il personale e mezzi per contrastare questo sistema fallimentare”.




Vox

3 pensieri su “Tunisini, sbarcano e prendono a morsi medici e poliziotti per giocare a calcio”

  1. Ma in carcere possono giocare al calcio? In Italia a causa del coronavirus sono vietati tutti gli sport di contatto, calcio e calcetto compresi. Come è possibile che i carcerati giochino a pallone? E’ pericoloso, così ci si ammala di coronavirus, poi muoiono.

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