Capotreno pestata da africano: “Senza Salvini siamo sotto assedio”

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“Senza il ministro Matteo Salvini, la Liguria e Ventimiglia tornate sotto assedio. Esprimo la mia solidarietà nei confronti della capotreno, presa a calci da un giovane africano soltanto perché lo ha invitato a indossare correttamente la mascherina a tutela della salute pubblica e nel rispetto delle norme”. Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale della Lega Mabel Riolfo in seguito all’aggressione avvenuta su un treno regionale della tratta Genova-Ventimiglia.

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“Non si possono continuare a subìre aggressioni del genere, chiosa il consigliere regionale, mentre si svolge legittimamente il proprio lavoro. I liguri anche in questo periodo di pandemia e pur nel contingentamento, devono poter prendere il treno senza paura. Così come i lavoratori delle Ferrovie dello Stato devono poter svolgere le loro mansioni in piena sicurezza”.

“La capotreno – ha aggiunto Riolfo – è dovuta ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso. Il giovane africano è stato poi bloccato dagli agenti della Polfer, nonostante la reazione violenta anche nei loro confronti. Voglio inoltre ricordare che ieri a Ventimiglia si è riunito il Comitato di ordine e sicurezza in cui ufficialmente è stato indicato un calo di reati a fronte di un aumento della percezione di insicurezza da parte della popolazione dell’estremo Ponente ligure.

“Appare invece palese come la percezione dei cittadini corrisponda allo stato dei fatti e che quindi occorra una politica di rigore, anche con più controlli sul territorio, nei confronti di chi commette reati o non rispetta le regole, come aveva iniziato a fare il ministro dell’Interno Matteo Salvini con ottimi risultati. Non possiamo più permetterci di avere sul nostro territorio persone potenzialmente pericolose, ha concluso, e occorre evitare la reiterazione di reati”.




Un pensiero su “Capotreno pestata da africano: “Senza Salvini siamo sotto assedio””

  1. avete fatto capotreno le donne ? e come le difendete ste inferiori ? i negri NON HANNO rispetto per le donne al lavoro. Non ce l’hanno nemmeno per le proprie madri figurati per delle puttane in divisa.

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