Fredy Pacini deve essere processato: ha sparato a ladro moldavo, persecuzione

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Il processo a Fredy Pacini, il gommista di Arezzo che si difese dall’ennesimo furto, si farà. Respinta la richiesta di archiviazione da parte dell’accusa.

La notte del 28 novembre 2018, a Monte San Savino (Arezzo), sorprese e uccise un ladro nella sua officina. Nella quale da alcuni mesi era solito dormire, esasperato dai precedenti furti subiti.


Il gip del Tribunale di Arezzo, tal Fabio Lombardo, ha addirittura rigettato la richiesta del pm, cioè l’accusa, Andrea Claudiani. Che aveva qualificato l’azione di Pacini come “legittima difesa putativa”.
Il giudice ha dato alla Procura altri sei mesi per un supplemento di indagini.

Una vera e propria persecuzione.

Nella notte del 28 novembre 2018 il gommista si svegliò di soprassalto perché aveva sentito che una banda di ladri stava sfondando l’ingresso dell’officina con un piccone. Dal soppalco nel quale dormiva sparò. E colpì alle gambe purtroppo uno solo dei malviventi, il solito immigrato, un moldavo latitante di 29 anni. Che morì dissanguato dopo aver tentato la fuga.

In primo luogo va determinata la condizione psicologica del gommista nella notte del 28 novembre del 2018. Per stabilire se la reazione che provocò l’omicidio fu davvero proporzionata alla minaccia. Pensate che maniaco deve essere chi richiede di perseguitare l’unica vittima di questa vicenda.

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Fredy Pacini, è legittima difesa per gommista che ha ucciso ladro moldavo dopo 38 furti

Da chiarire anche perché Pacini spense il sistema di allarme appena sentiti i rumori dei ladri che cercavano di entrare. Come la vittima tentò di allontanarsi. Ovvero se venne trascinato o riuscì davvero a spostarsi con le sue gambe, seppur ferite. Se il riflesso prodotto dalla torcia del malvivente poteva sembrare una pistola. Come ritiene la procura. Se il gommista poteva proteggersi trincerandosi nella sua stanza, chiudendo la porta. La sorella della vittima, che si era opposta all’archiviazione, aveva sollecitato in questo senso una valutazione completa della vicenda.

La sorella vuole i soldi, buon sangue non mente. Ma pensate se una vittima deve dimostrare ad un fanatico in toga che, invece di sparare al ladro, poteva ‘trincerarsi dietro una porta’: fanculo, Stato di merda.

Il ladro di Fredy Pacini doveva essere in carcere




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