Covid, Verbale 4/3 del Cts: no chiusura totale scuole

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Ormai è chiaro. Gli scienziati volevano chiusure a macchia di leopardo, non solo per le scuole. Il governo del contagio ne ha approfittato per rinchiuderci tutti in casa.

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Troppo poco per Alzano e Nembro, troppo per il resto d’Italia.

Richiesto di un parere dal ministro della Salute sull’opportunita’ di “chiudere le scuole di ogni ordine e grado sull’intero territorio nazionale”, il Cts il 4 marzo mette a verbale che “le scelte di chiusura dovrebbero essere proporzionali alla diffusione dell’infezione virale” e che “non esistono attualmente dati che indirizzino inconfutabilmente sull’utilita’ di chiusura delle scuole indipendentemente dalla situazione epidemiologica locale. Alcuni modelli predittivi indicano che la chiusura delle scuole potrebbe garantire una limitata riduzione nella diffusione dell’infezione virale. Vi e’ consenso tra gli addetti ai lavori -che un’eventuale chiusura delle scuole e’ stimata essere efficace solo se di durata prolungata”. “Queste considerazioni tecniche – si precisa – sono solo una parte delle valutazioni rispetto alle quali formulare le scelte decisionali sull’argomento”. Il 5 marzo, il giorno dopo, il verbale riporta che “il Cts ribadisce che il testo elaborato nella giornata di ieri, in riferimento alla sospensione delle attivita’ didattiche, non e’ in alcun modo in disaccordo con la decisione di sospensione presa dal Consiglio dei ministri”.