Conte ha fatto sparire gli atti sulle ZONE ROSSE: rimangono segreti

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Spariti gli atti che dovevano fare luce sulla mancata decisione sulle zone rosse che è costata centinaia di lutti.

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Per quanto riguarda gli atti del Comitato Tecnico Scientifico secretati da Conte, ci siamo concentrati sull’evidente scandalo in quelli che oggi, dopo l’intervento del Copasir, è stato costretto a desecretare e rendere pubblici:

ATTI DESECRETATI INCASTRANO CONTE: CTS NON VOLEVA LOCKDOWN NAZIONALE

Ma è polemica anche per quelli che non sono stati desecretati. Anche se per dimissionare Conte basterebbe già quanto reso pubblico.

Il 7 marzo scorso con un documento riservato inviato al ministro della Salute, Roberto Speranza, il Cts proponeva al governo di “adottare due livelli di misure di contenimento”. Non un lockdwon generale che blindasse l’Italia intera, ma azioni di contenimento differenziate: una riguardante i territori in cui si osservava una maggiore diffusione del virus, l’altra riguardante il resto del territorio nazionale.

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Il comitato spingeva, quindi, per azioni più rigorose in Lombardia e nelle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini e Modena, Pesaro Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria e Asti. Due giorni dopo, però, il presidente del Consiglio con il Dpcm del 9 marzo dava il via alla serrata estendendo le stesse misure a tutto il Paese. Senza distinzioni. E senza giustificazioni. E mentendo:

Conte ha mentito in diretta agli italiani: “Sempre agito su richieste Comitato Tecnico Scientifico”, smentito da carte desecretate

I cinque verbali sono datati 28 febbraio, 1 marzo, 7 marzo, 30 marzo e 9 aprile 2020. Ma non sono tutti. Mancano le riunioni dai primi giorni di marzo, quelle della mancata zona rossa ad Alzano e Nembro, in Val Seriana. Fondamentali per ricostruire quelle giornate. Anche dal punto di vista giudiziario.

Sull’assenza dei verbali che riguardano la mancata “zona rossa” del Bergamasco sono intervenuti i parlamentari leghisti. In particolare, Roberto Calderoli, Daniele Belotti, Simona Pergreffi e Rebecca Frassini. Tutti originari di quella provincia lombarda. “È inaccettabile che il governo tenga ancora secretati i verbali relativi alla zona rossa di Alzano e Nembro. Chiediamo con forza che venga resa nota anche la parte della documentazione del Cts che è stata consegnata alla Fondazione Einaudi. Presenteremo immediatamente un’interrogazione urgente sia alla Camera che al Senato perché consideriamo grave che non si faccia chiarezza su uno degli aspetti più delicati della gestione dell’emergenza, ovvero la mancata zona rossa in bassa Val Seriana”.

C’è un’indagine in corso da parte della Procura di Bergamo, ma è un diritto dei cittadini, dei bergamaschi in particolare, conoscere il contenuto di quei verbali per capire perché prima il governo ha inviato centinaia di carabinieri, poliziotti e militari pronti a chiudere gli accessi ad Alzano e Nembro per poi sospendere tutto optando per la zona arancione in tutta la Lombardia.

“A questo punto – sottolineano gli esponenti della Lega – si faccia chiarezza su ogni aspetto per verificare anche se qualche esponente politico ha fatto pressioni sul governo perché non fosse istituita la zona rossa e se qualche parlamentare o consigliere regionale, oltre a Giorgio Gori quando era candidato governatore della Lombardia, ha ricevuto consistenti contributi da aziende della zona. Tutto legittimo, i bonifici per candidati e partiti politici sono ammessi, ma vista la situazione, le voci e l’inchiesta in corso, è doverosa la massima trasparenza e se qualche parlamentare, magari dell’attuale maggioranza, ha ricevuto un aiuto per la propria campagna elettorale, magari di 10mila euro, da un’azienda, magari di Nembro, ha il dovere verso la cittadinanza di dichiararlo pubblicamente se vuole dare un contributo alla chiarezza. Anzi ci aiuti a chiedere la desecretazione dei verbali del Cts al presidente Conte”.




7 pensieri su “Conte ha fatto sparire gli atti sulle ZONE ROSSE: rimangono segreti”

  1. sto ritardato mentale ha di fatto messo in ginocchio l italia affinche la medesima si rivolgesse a prendere il mes della ue, quindi per legarci di piu ai sui padroni di cui lui si crede pari, ma dei quali non e’ neanche il pulisci , meglio il lecca merda quando gli altri gli defecano in faccia, e’ un indegno peggio di un negro di merda!

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