Bergamo, soldi a Caritas e Coop che lucravano sugli immigrati invece che agli ospedali

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Nel dicembre del 2018, il sindaco di Bergamo consegnò al sacerdote Davide Rota una benemerenza per il suo impegno sociale. Peccato che il parroco lucrasse sull’attività degli stranieri, cosa per cui ora è sotto inchiesta, utilizzando le sue conoscenze. E consegno al sistema dell’accoglienza una cifra vicina al mezzo milione di euro, invece di investire, magari, in qualche sostegno al sistema sanitario.

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Una pioggia di soldi pubblici, per la precisione 249.276 euro: è la cifra erogata dal comune di Bergamo nel quadriennio 2014-2018 a favore della cooperativa Ruah, ora al centro di un’inchiesta sul business dell’accoglienza che ad oggi a generato 3 arresti e 39 avvisi di garanzia e vede coinvolta anche la Caritas orobica. I capi d’imputazione spaziano dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla turbativa d’asta, fino allo sfruttamento del lavoro (episodi di caporalato) e all’inadempimento di contratti di pubbliche forniture pesano.

PD, soldi pubblici alla Coop che truffa per continuare l’accoglienza

Ebbene, i fondi percepiti da La Ruah, «faro» del settore immigrazione nella bergamasca, legata a doppio filo con la diocesi e importante referente per gli ambienti della sinistra provinciale sono stati erogati per la maggior parte in tre sostanziose tranche da 60mila euro ciascuna dal Comune. Lo rivela oggi La Verità. «Il 30 ottobre scorso ero intervenuto in consiglio comunale sui finanziamenti della giunta Gori, effettuati durante il mandato 2014-2019, a cooperativa Ruah per 250mila euro e Caritas per 55mila euro, quando a Bergamo toccare la Caritas e le realtà diocesane era considerato un tabù», spiega Filippo Bianchi, consigliere della Lega al comune di Bergamo. Non proprio dei bruscolini, per una città come Bergamo, nonostante – va detto – non si ravveda alcuna ipotesi di reato.

Qualche domanda, però, Bianchi se l’è iniziata a fare. «Io non ho mai visto contributi del genere ad associazioni o cooperative, di solito si tratta di importi tra i 10mila e i 20mila euro. Loro tendono a favorire realtà come questa che di solito fanno politica attiva e sono legate e favoriscono gli ambienti di sinistra». Un dato che inizia ad incuriosire anche gli inquirenti. Interessante il caso del 2019, sempre riportato da La Verità, e raccontato dal consigliere leghista. «C’è questa rivista, Babel, finanziata dalla cooperativa Ruah, che tratta i temi dell’immigrazione e dell’accoglienza, su cui hanno scritto anche assessori della giunta Gori e che è stata distribuita a ridosso delle ultime elezioni amministrative, mi chiedo – incalza Bianchi – con quali soldi sia stata realizzata. Con quelli del contribuenti? Dei cittadini?».

E che dire invece dell’iniziativa Accademia dell’integrazione, ideata per trovare lavoro agli immigrati. In consiglio comunale Gori aveva dichiarato che il finanziamento di 60mila euro fosse stato elargito dalla Caritas. E gli atti lo confermano. Però agli atti risulta pure che, curiosamente, qualche giorno prima la Caritas aveva ricevuto, solo pochi giorni prima, un finanziamento di 55mila euro dal Comune. Una coincidenza veramente curiosa.




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